Scrivere: il viaggio della fantasia

Scrivere: il viaggio della fantasia

Quando Enio (alias Eugenio Bianchi, alias mio cognato) ha pubblicato il suo primo libro non sono rimasta troppo sorpresa: è un insegnante di inglese in pensione, ed è una di quelle persone animate da mille passioni diverse, tra cui scrivere. Adesso che ha pubblicato il suo secondo libro, il suo impegno e la sua dedizione hanno ricevuto il meritato premio. Ecco perché ho deciso di presentarvelo, perché la sua esperienza rientra in pieno nello spirito di questa rivista: valorizzare e approfondire le nostre passioni, lasciarsi guidare dal cuore ovunque abbia intenzione di portarti, a maggior ragione quando si intraprende un viaggio.

Che poi sia un viaggio su ruote o un viaggio dell’anima poco importa. Comunque Enio è bravo in entrambi, visto che è un viaggiatore in moto, e proprio per questo comincerà a collaborare con questa rivista, raccontandoci qualcuno dei suoi itinerari in moto e tenda.
Mi ricordo con affetto quando ci siamo conosciuti: mio padre non vedeva tanto di buon occhio questo ragazzone scapestrato innamorato di mia sorella, ed io che ero più piccola dovevo fare da tramite tra di loro.. adesso dopo tanti anni ci troviamo sempre più uniti…sia dagli affetti che dalla passione per i viaggi, io in camper e lui in moto.

È con grande piacere quindi che introduco questo nuovo collaboratore con una sua piccola autobiografia ed una breve intervista, e che la sua esperienza sia da stimolo per chiunque “vorrebbe, ma non osa”.

 

Eugenio Bianchi: sono nato nell’agosto del 1943 sotto le bombe. Mia madre diceva che non poteva venire fuori uno normale. Insegnante per lunghissimo tempo all’Istituto Tecnico per il Turismo di Rimini, per 13 estati fra il 1966 e il 1979 ho fatto l’accompagnatore turistico. Passioni: musica, disegno, sport (pallamano in particolare) e MOTO. Per 25 anni fino al 1999, Nives, mio figlio Daniele ed io abbiamo vissuto in aperta campagna a una decina di km da Rimini. La passione per la moto l’ho abbinata a quella per il disegno e mi diverto a disegnare con l’aerografo (caschi, serbatoi, ma anche altro). Mia moglie non sale in moto ma a volte mi lascia “fuggire” per un fine settimana e allora cerco di macinare più km possibile: ad esempio 1.500 km tra il sabato e la domenica per andare ad un raduno in Germania dormendo (per modo di dire) poco più di 5 ore in tenda. Chi non ha mai provato a prendere una strada di montagna con calma, senza correre, godendosi la vista aperta che ti assicura la moto, magari con un po’ di musica nel casco, non sa cosa si è perso.[/author_info] [/author]

 

Ti piace leggere?
Mi piace molto leggere e meno male che a Rimini c’è una biblioteca fornitissima e molto efficiente.

Che genere di libri leggi?
Direi che leggo almeno tre/quattro libri al mese. Leggo un po’ di tutto ma la scio da parte l’horror e i libri troppo “profondi”

Hai un autore o un genere preferito?
Per un certo tempo, anni fa, ho privilegiato Ludlum e Forsythe. Poi ho scoperto altri autori come, ad esempio, Melania Mazzucco e Ammaniti ma anche Jody Picoult e soprattutto Catherine Dunne.

Come è nata la passione per la scrittura?
La mia passione per la scrittura forse c’è sempre stata fin dai tempi della scuola superiore ma l’idea di scrivere qualcosa di “corposo” è nata quando mia moglie si avvicinava a compiere i cinquant’anni. Ho scritto un romanzo che è una specie di esorcismo, un romanzo nel quale una moglie cinquantenne decide di riappropriarsi della propria vita e lascia il marito.

Ha qualcosa a che vedere con la passione per i viaggi in moto?
I viaggi in moto sono qualcosa da poter ricordare inserendoli nei miei racconti (non in tutti) ma non sono uno “scrittore di viaggi”.

Ti piacerebbe coniugare le due cose e scrivere di viaggi?
Non so perché – e forse magari suono molto presuntuoso – ma scrivere un intero libro descrivendo solo viaggi mi parrebbe un limite alla fantasia.

Il viaggio che sogni…
Ci sono due viaggi che sono il sogno di tanti motociclisti, soprattutto italiani: uno è raggiungere Capo Nord costeggiando i fiordi norvegesi all’andata e attraversando la Finlandia al ritorno; l’altro è il “coast o coast” degli Stati Uniti con una puntata obbligatoria sulla mitica Route 66.

Il libro che ancora non hai scritto…
Al momento ho scritto sette libri, tre gialli, tre romanzi ed uno ambientato nel futuro ma che non è fantascienza. Ne sto scrivendo uno ambientato in facebook ma onestamente non saprei definire il libro che vorrei scrivere. Penso che ogni scrittore sia insieme ambizioso e presuntuoso al punto da considerare qualsiasi propria opera degna di essere letta e, allo stesso tempo, solo una tappa in un progredire che non si ferma mai.

Cosa diresti ad un nuovo scrittore che cerca di farsi pubblicare un libro?
Ad uno scrittore che cerca di farsi pubblicare un libro direi di armarsi di tanta, ma tanta, pazienza. Purtroppo in Italia ci sono tanti che scrivono e pochi che leggono e questo porta ad una situazione molto difficile per gli scrittori emergenti. Le grandi case editrici in genere non si prendono nemmeno cura di leggere le opere prime e gli editori minori spesso soffrono il boicottaggio delle grandi librerie. E’ vero che esiste anche l’editoria a pagamento ma non è così facile imporsi all’attenzione attraverso quella catena distributiva. Io suggerirei la strada che ho seguito anche io: partecipare a qualche concorso organizzato da grossi gruppi editoriali ma lasciar perdere i piccoli concorsi fatti spesso per tirar su un po’ di soldi per chi li organizza. Entrare in contatto con altri scrittori e fare buon uso delle critiche, oltre che della rete di conoscenze che si sviluppa.

Ti piacerebbe scrivere di viaggi su due ruote per la rivista del Camperturista?
Scrivere di viaggi su due ruote per Camperturista? Ovvio che non può che fare piacere. Vorrà dire che nei prossimi miei viaggi comincerò a tenere d’occhio i luoghi in cui ci sono aree di sosta e soprattutto l’altezza di certe piccole gallerie che incontro per strada!

 

 

 

 

 
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