Pedemontana di Treviso:ville, borghi, vigneti

Pedemontana di Treviso:ville, borghi, vigneti

Era da un po’ che desideravamo tornare nelle colline della pedemontana di Treviso e finalmente è giunto il momento in un fine settimana di maggio 2012.

Partiamo da casa e puntiamo su Possagno, paese natale di Antonio Canova.

Passato Bassano del Grappa, un cartello ci informa che siamo sulla “Strada dell’Architettura”,  ce ne accorgiamo dalle stupende ville che incontriamo lungo il percorso. A Mussolente la Villa Negri Piovene dell’architetto A.Gaidon del 1763 oggi Piovene Porto Godi Miotti.

A San Zenone degli Ezzelini ci fermiamo per una foto a Villa di Rovero, un bel edificio neoclassico del 1600

Arriviamo a Possagno, parcheggiamo lungo la strada e ci incamminiamo verso il centro del paese.

Vediamo la casa natale di Antonio Canova con a fianco la Gipsoteca, che contiene i modelli originali in gesso delle sculture che alla sua morte si trovavano  a Roma. Purtroppo la Gipsoteca è chiusa ma noi l’avevamo già vista qualche anno fa.

Davanti alla casa natale una lunga scalinata porta al Tempio Canoviano che lo scultore volle donare ai suoi compaesani, è ispirato al Pantheon di Roma e al colonnato del  Partenone.

Bella la vista sulla pianura anche se la giornata non è limpidissima.

Riprendiamo il nostro viaggio e a otto chilometri troviamo Asolo che è uno dei borghi più belli d’italia.

La favorevole posizione e la felicità del clima fecero di Asolo un centro abitato fin dall’antichità.

Conserva un suggestivo aspetto medioevale, raccolto entro le antiche mura e dominato dalla Rocca, una ciclopica costruzione medievale in vetta al colle, a guardia dell’abitato e simbolo della città.

Molto caratteristiche sono le vie affiancate dai portici ad arco gotico e dagli antichi palazzi, interessante il centro storico dove si apre piazza Garibaldi o Piazza Maggiore con al centro la fontana cinquecentesca.

Essendo in collina il paese si estende su diversi livelli e il duomo è sorto sulle fondamenta di un centro termale, nella piazza si trova anche la Loggia del capitano, sede della Comunità Asolana.

Da Piazza Maggiore, proseguendo per via Cornaro, si arriva al Castello Pretorio, detto Castello della Regina Cornaro, alla quale dalla Repubblica di Venezia venne offerta la signoria di Asolo in cambio dell’abdicazione da regina dell’isola di Cipro  Il potere sulla città rimase saldamente alla Repubblica Veneziana, ma la reggenza di Caterina passò alla storia per la raffinatezza della sua corte, visitata da illustri artisti dell’epoca. Il Castello ospita oggi il celebre Teatro dedicato ad Eleonora Duse (1858-1924), conosciuta come “la Divina”, che scoprì Asolo nel 1919 quando vi si recò su invito dell’amica Lucia Casale. La Duse morì negli Stati Uniti il 21 aprile 1924, durante una tournée teatrale, ma fu sepolta nel suo amato Borgo, con funerali di stato, nel cimitero di Sant’Anna.

Passeggiando sotto i portici tra locande e negozi, veniamo attratti da una vetrina che espone prodotti alimentari artigianali molto particolari: tortelli agli asparagi e ai bruscandoli, un buonissimo formaggio stagionato Piave, e il tipico dolce asolano “la Pinza” cotto molto lentamente sopra la brace.

Prima di iniziare la salita che porta al borgo si incontra un parcheggio dove c’è anche una bella area attrezzata sosta camper. La sosta per 24 ore costa 7 euro compresa la corrente, carico e scarico.

Parliamo con il Sig. Attilio custode dell’area che abita poco lontano. Ci informa in modo particolareggiato e con passione della costruzione dell’area sui servizi esistenti, barbecue, lavandino, isola ecologica, su come richiedere l’apertura della sbarra in sua assenza telefonando al numero esposto…. Abbiamo l’impressione che l’ area sia una sua creatura.  Ci invita a visitare il cimitero di San Vito di  Altivole, che dista qualche chilometro da Asolo per vedere la tomba Brion dell’architetto Carlo Scarpa, una delle tappe sulla via dell’architettura. Arrivati in questo paesino troviamo l’indicazione del cimitero del paese e la tomba Brion occupa un grande spazio a forma di L al suo interno. L’architetto Carlo Scarpa ha costruito questa opera richiesta dalla famiglia Brion negli anni ’70, quando ancora deteneva il marchio BrionVega.

Non sembra una tomba, ma uno giardino dove l’acqua scorre come elemento vitale, dove sui laghetti fioriscono le ninfee  e nuotano i pesci, le costruzioni dialogano con l’ambiente esterno e con la luce e in questo spazio quasi nascosto ora riposa qui anche l’architetto Carlo Scarpa.

Proseguiamo verso Riese Pio X dove vediamo la casa dove è nato Giuseppe Sarto divenuto papa nel 1903 con nome di Pio X fatto santo da Pio XII nel 1954.

Prima di Castelfranco una breve deviazione ci porta al paese di Fanzolo di Vedelago dove si trova la bella villa EMO che è una delle più  celebri opere dell’architetto Andrea Palladio. Ai lati della Villa, due lunghe barchesse si guardano rispettivamente al di sotto della rampa d’ingresso e attraverso i portici. Al’interno, è visibile un ciclo di affreschi dello Zelotti, collaboratore e seguace di Paolo Veronese.

Sul lato opposto della strada, un piccolo nucleo edilizio, forma un vero e proprio borgo contadino dove abitavano i coloni e i fattori, un capolavoro di fusione tra casa dominicale e azienda agricola.

Da Castelfranco a Treviso ci si può collegare con la vista al parco naturale del Sile come nel nostro diario: “Il Parco Naturale del Sile da Castelfranco a Treviso”

http://www.camperturista.com/nel-parco-naturale-del-sile-da-castelfranco-a-treviso/

Da Treviso ci dirigiamo verso Conegliano tra campi coltivati e qualche vigneto, attraversiamo il Piave “fiume sacro alla Patria” a Ponte della Priula e poco dopo il centro di Susegana  appaiono le prime colline coperte dai famosi vigneti del famoso Prosecco e in alto su un colle il castello di Conegliano. Entriamo in paese e parcheggiamo vicino ad un parco fuori le mura. Raggiungiamo il centro storico a piedi salendo una scalinata e attraverso una porta secondaria  attraversiamo via XX Settembre e siamo  nella Piazza principale proprio davanti al Teatro Accademia.

Conegliano, conosciuta anche come ‘perla del Veneto’, è posta a metà strada tra la montagna e la pianura ed essendo un punto di passaggio, e’ da sempre un sito strategico. E’ da secoli nota in Italia e nel Mondo per la fama che le diede il suo grande pittore Gian Battista Cima (1459-1518), inoltre per la prima Scuola Enologica sorta in Italia (1876) e per il vino Prosecco D.O.C.G. dei suoi colli. Per chi vede Conegliano per la prima volta il Castello è il suo tratto più caratteristico, così è anche per noi che iniziamo la salita per raggiungerlo.

La scalinata sale lungo le mura di cinta fino ad arrivare alla chiesetta della Madonna della neve e poi al piazzale antistante al giardino del Castello, raggiungibile anche con l’auto.

Da quassù la vista sulla pianura veneta è esaltante. Si vede il mare all’orizzonte e dalla parte opposta le colline Trevigiane, le montagne e cima Grappa.

Al ritorno dalla visita al castello, ci soffermiamo in Piazza Cima che è a metà di via XX settembre, principale direttrice del borgo medioevale.

Scendiamo per la scenografica porta e attraverso la gradinata degli alpini tornando al camper. Non abbiamo tempo per soffermarci in questo meraviglioso borgo, ma torneremo per visitare il Duomo, il museo civico, il museo del caffè e il museo degli alpini. Proseguiamo il nostro viaggio di ritorno.

Siamo sulla strada delle colline del  Prosecco, il paesaggio che incontriamo salendo sui colli è particolare, distese ordinate di filari sono la caratteristica del luogo e lo rendono unico. Arriviamo a Refrontolo, altra località legata al vino, in particolare per il passito Refrontolo, ottenuto dal vitigno marzemino. Un vino ricco di profumi, perfetto per la pasticceria secca come la crostata di marmellata di prugne e la sbrisolona. Qui però abbiamo un’altra sorpresa, il mulino delle fiabe c’è davvero !!! si chiama il “molinetto della Croda” si trova defilato e quasi segreto in questo comune, in un angolino di delizia tra vigneti, frutteti e boschi lungo il torrente Lierza di acque sorgive, capace di muovere la grande ruota di legno del mulino.

Si arriva per stradine di campagna tutte curve e panorami. Ad indicarlo un cartello dopo un ampio parcheggio e lo si incontra subito dopo pochi passi a piedi.

Ci appare la cascata della Croda e a fianco il vecchio mulino a due piani, preceduto da una possente ruota in legno.

I rossi gerani colorano le finestre e il muretto che cinge il laghetto d’acqua popolato da anatre. Dalla porta si accede ad un piccolo museo dove abbiamo avuto modo di vedere una dimostrazione di come funziona il mulino. Viene aperta una paratia che porta l’acqua sulle pale e tolto il freno, la ruota comincia a girare e contemporaneamente  fa girare con complicati meccanismi in legno la mola in pietra. Vengono così macinati i grani di granoturco ed esce la farina gialla, che viene setacciata per separarla dalla crusca.

Abbiamo la sorpresa di vedere che viene usato il mais Marano (un grano prodotto a Marano Vicentino e paesi limitrofi vicini a casa nostra), scelto come prodotto di eccellenza per un’ottima farina. Lasciamo il mulino non prima di aver comperato la farina, il vino passito refrontolo e una bottiglia di prosecco del posto.

Riprendiamo il nostro viaggio ma poco prima di Moriago della Battaglia, veniamo colpiti da un cartello che indica “l’Isola dei Morti”, siamo quasi al tramonto, ma decidiamo di vedere di cosa si tratta.

Stiamo percorrendo il confine storico tra il regno austroungarico e il lombardo veneto, luogo di grandi battaglie nella prima guerra mondiale. Percorriamo un viale ordinatamente  alberato che ci conduce all’ingresso di un parco. Qui un grande parcheggio alberato e un cancello con informazioni storiche sul luogo chiamato Isola dei morti. E’ un Itinerario naturalistico-monumentale lungo il fiume Piave sul luogo dove iniziò l’offensiva della Battaglia che portò alla conquista di Vittorio Veneto e alla fine della Prima Guerra Mondiale. In questo luogo migliaia di giovanissimi soldati, i diciannovenni Ragazzi del ’99 morirono per la patria. La nostra visita  è veloce e altamente suggestiva, in particolare la piazzetta dei ragazzi del 99 dove venivano accatastati i corpi dei giovani soldati caduti. Decisamente triste il desolato greto del fiume Piave sacro alla Patria.

Proseguiamo il viaggio e passiamo il Piave con il letto  molto ampio,

e arriviamo a Cornuda, Vediamo in alto la Rocca, oggi è un convento con Santuario della Madonna  che abbiamo raggiunto a piedi in precedenza in una passeggiata con gli amici della montagna di Zugliano  e tramite “il sentiero  delle rocche”, siamo arrivati alla Rocca di Asolo. E’ stato un bel percorso su e giu per le colline attraverso i boschi, nonostante che la giornata fosse a tratti piovosa.

Raggiungiamo Maser dando uno sguardo alla villa Barbaro del Palladio lungo la strada, è unica tra le ville del Palladio che ha conservato la sua vocazione agricola, inserita uno splendido scenario naturale.

Arriviamo a Bassano e a casa in serata.

Anche questo itinerario a pochi chilometri da casa ci ha molto gratificato, le nostre colline e i borghi continuano ad affascinarci.

Gastone e Francesca

Note:

Area attrezzata sosta camper a ASOLO (TV) via Forestuzzo prima del paese proveniendo dalla SS 248  sosta a pagamento per 12 mezzi con corrente Referente Pastro Attilio n. tel.340 7733042

Costo 7 euro per 24 ore sosta max 48 or. Per gruppi si consiglia la prenotazione.

Coord. N.45° 47′ 46.92” E. 11°.54′ 49.62”

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