Nel parco naturale del Sile … da Castelfranco a Treviso

Nel parco naturale del Sile … da Castelfranco a Treviso

Venerdi 18 maggio 2012

E’ sera e anche per questo fine settimana le previsioni del tempo non sono il massimo. Decidiamo comunque di sfruttare questo weekend per una vista di interesse naturalistico in linea con quelle delle settimane scorse, la visita del Parco naturale del Sile.

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E’ un parco poco lontano da casa nostra, ma che comunque non abbiamo mai visitato, a dire il vero non ne conoscevamo l’esistenza, lo abbiamo trovato in internet durante la ricerca di informazioni sul  Parco naturale del Mincio visitato qualche settimana fa.

Il Sile è un fiume da noi conosciuto; tutte le volte che da casa siamo partiti per andare a Jesolo lo abbiamo costeggiato, ora a destra ora a sinistra, ma non c’era mai venuta la voglia di capire da dove venisse, pensavamo al solito fiume creato dai torrenti che scendono dalle montagne.

Abbiamo scoperto invece che il Sile è un corso d’acqua di risorgiva lungo 95 Km. e che le risorgive si trovano a pochi chilometri da Castelfranco Veneto a meno di un’ora di strada da dove abitiamo. Un altro fiume da risorgiva lo abbiamo visto a Trieste: il Timavo.

Partiamo così per Castelfranco, la città di Giorgione  che conserva tra le mura medioevali tutto il suo fascino e il prestigio di una città d’arte. Ci fermiamo nell’area attrezzata Giorgione vicino all’omonimo centro commerciale e molto vicina al centro storico.

Purtroppo l’area è chiusa per manutenzione, così siamo costretti a parcheggiare nel grande parcheggio a quest’ora semivuoto. Castelfranco di sera ha il suo fascino, le mura di cinta sono rosso cupo e si specchiano nel canale d’acqua sottostante. Entriamo dalla porta ovest e passeggiamo per il bel centro fino a tarda serata.

La torre Civica purtroppo in manutenzione, sovrasta le torri angolari e attorno al castello si apre un piacevole giardino circondato da un fossato e da una bella passeggiata ornata di statue.

Al rientro troviamo un altro camper parcheggiato vicino a noi, ci salutiamo scambiandoci qualche impressione sul parcheggio e decidiamo di rimanere in questo posto per la notte.

Sabato 19 maggio 2012

La giornata si presenta serena,  ci spostiamo in modo da occupare un solo spazio di parcheggio e usciamo nuovamente per Castelfranco, soprattutto  per vedere il parco di villa Bolasco- Revedin. Purtroppo lo troviamo chiuso anch’esso per manutenzione.

La cosa ci spiace perché avevamo letto parecchie informazioni sul luogo e ci sarebbe piaciuto vederlo di persona.

Torneremo sicuramente  a vederlo questa estate, di passaggio verso il mare di Jesolo.

Torniamo al camper dopo la visita del centro storico non senza essere entrati in chiesa per rivedere la famosa pala del Giorgione.

Da Castelfranco parte la ciclabile del Sile, ma noi preferiamo spostarci con il camper per avere maggiore velocità di spostamento nei vari punti del parco e utilizzando la bici solo per brevi spostamenti.
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Parcheggiamo il camper a “porta dell’acqua” punto di accesso del Parco e sulle risorgive del Sile, da qui in bici partiamo per la visita del parco, in particolare dei “fontanassi” che non sono altro che le risorgive del Sile.

Nonostante i molti cartelli di spiegazione del parco, nel percorso le indicazioni sono molto carenti e riusciamo a trovare le risorgive solo dopo alcuni tentativi.

Le risorgive si trovano all’interno di una macchia boschiva dove il sentiero di accesso e visita è stato completamente costruito con assi di legno collocate sopra il terreno in parte paludoso con molti  ponticelli e piattaforme sempre in legno sopra le bolle d’acqua che escono dal terreno.

Percorriamo per un po’ la ciclabile all’interno del parco in un ambiente naturale e incontaminato e proseguiamo in bici fino al paese di BADOERE dove ci accoglie una meravigliosa piazza: la Rotonda di Badoere.

La sua creazione la si deve ai Badoer, famiglia patrizia veneziana proprietaria del terreno dove la Rotonda sorse (detto Zeruol di Sopra), su progetto del Massari.
La grande costruzione si presenta strutturalmente come un lungo porticato semicircolare, che racchiude una piazza enorme con l’intento di ospitare il mercato settimanale del lunedì che la Serenissima Repubblica autorizzò nel 1689 al suo nobile Angelo Badoer. La Rotonda è formata da quarantuno arcate corrispondenti ad altrettante botteghe di artigiani e mercanti, sistemate sotto i portici  che avevano un ingresso posto all’interno della Rotonda e un balcone apribile a ribalta verso l’alto che fungeva da vetrina. Ci fermiamo in una panchina per ammirare la piazza e per un piccolo spuntino.

Qui leggiamo una locandina che parla della festa appena svolta il 1 maggio:  Mostra dell’asparago bianco “i sparasi de badoer”.

Ritornati nel parcheggio dopo aver percorso 22 Km, proseguiamo con il camper  fino a Santa Cristina nel comune di Quinto di Treviso.

Parcheggiamo nel piazzale della Chiesa e usciamo a piedi per vedere le altre meraviglie attorno a questo fantasioso fiume.  Entriamo in una pista ciclabile molto bella che costeggia in parte il fiume, costruita sul percorso un tempo utilizzato dalla ferrovia Ostilia Treviso.

Questa ferrovia fu integralmente completata solo a pochi mesi dallo scoppio della Seconda Guerra Mondiale e per questo frequentata da  pochi convogli tra i quali quelli utilizzati per la deportazione degli Ebrei verso i campi di concentramento della Germania nazista. Fu ritenuta una via strategica e per questo motivo fu molte volte bombardata dall’aviazione alleata che procurò ingenti danni e la distruzione di quasi tutti i ponti. Al termine del conflitto  l’impegno finanziario e le altre spese più urgenti ed importanti, portò alla decisione dell’abbandono e la dismissione del manufatto. Proseguiamo in compagnia di ciclisti, anziani, famiglie e bambini a passeggio  in un percorso ombreggiato dalle chiome degli alberi e allietato dal canto degli uccelli. Ad un certo punto usciamo dal percorso della ex ferrovia per spostarci sulla nostra destra verso il fiume.

Il  sentiero passa attraverso prati e campi coltivati fino ad arrivare  sulla sponda di una meraviglioso lago che costeggiamo fino ad un’area picnic con parco giochi.

Proseguiamo sempre lungo la sponda del lago fino ad arrivare  al punto clou del percorso Il MULINO FAVERO, ora ristrutturato e sede del ristorante La ROSTA.

Qui siamo circondati da una meraviglia della natura, e allietati dal canto degli uccelli. Attraversiamo ponticelli abbelliti da fiori, ci fermiamo ad ammirare i nannufari gialli  che spuntano dall’acqua e le famiglie di anatre selvatiche;  godiamo anche da una bella brezza che ci ristora dalla lunga camminata,

insomma una vera oasi di pace che non si vorrebbe più lasciare, però il tempo passa e abbiamo tutto il cammino del ritorno da fare, in totale una passeggiata di 2 ore e mezza. Non era indicata né la distanza né il tempo di percorrenza a piedi  tra Santa Cristina e il Mulino a Quinto di Treviso, se lo avessimo saputo avremmo preso le bici che consigliamo. Prima di ripartire con il camper verso Treviso visitiamo l’interno della chiesa di Santa Cristina dove ammiriamo la Pala sull’altare di Lorenzo Lotto.

Percorriamo i pochi chilometri che ci separano da Treviso e ci fermiamo sull’area attrezzata  di sosta camper nei pressi dello stadio.

Treviso la ricordiamo molto bella e desideriamo rivederla anche con la luce della sera. E’ circondata da Mura cinquecentesche lungo il cui perimetro corre una cintura di verde e di canali che dovevano servire alla difesa della città. Sembra incredibile che dalle polle incontrate questa mattina si sia formato questo fiume che ha originato i laghi di Quinto di Treviso e che da solo alimenti parte della città.

La parte più emozionante della visita serale di Treviso è il centro antico attorno al canale del Buranelli con case porticate che si riflettono nell’acqua a formare un caratteristico scorcio dell’antica Treviso.

Rientriamo in camper che è buio dopo una giornata intensa di emozioni e bellezze.

Domenica 20 maggio 2012

Anche questa mattina il cielo è sereno e desideriamo tornare in centro per una  tranquilla passeggiata passando per i punti più belli della città. Entriamo da Porta San Tomaso, entriamo nella piazza del mercato e saliamo sulle mura da dove vediamo il fiume che entra in città con un canale e circonda le mura

Proseguiamo verso il centro storico entrando nell’animatissima Piazza dei Signori, con il palazzo dei trecento, centro e cuore  della città, molti i cittadini a spasso nel centro chiuso al traffico dove i negozi sono aperti e le belle vetrine invitano ad entrare. Entriamo nel Duomo dove è in corso  una S.Messa festosa per un Battesimo. Ci perdiamo un po’ per le vie fino ad arrivare alla grandiosa chiesa di S.Nicolò considerato uno dei capolavori dello stile gotico in Veneto. con a fianco l’antico convento divenuto sede del seminario vescovile.

Torniamo nel centro storico ammirato ieri sera per rivedere i canali, il verde delle chiome che si specchiano nell’acqua, i mulini, la pescheria che si presenta come una piccola isola in mezzo alla corrente, centro di commerci già nel medioevo.

Le nuvole stanno arrivando come previsto e torniamo al nostro camper. Lasciamo il Sile che continua la sua corsa verso il mare fino a jesolo e iniziamo con calma il viaggio di ritorno anche questa volta soddisfatti della piccola uscita fuori porta.

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Gastone e Francesca

Nota gastronomica:

Il punto forte dell’agricoltura di Castelfranco e Treviso  è il famoso radicchio rosso, “Il Fiore di Treviso”, è un ortaggio che cresce solo in queste zone, con foglie a forma di lancia color porpora, la costa bianca, ritta e croccante ed il gusto caratteristico.

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Note sosta:

Area Attrezzata sosta camper a Castelfranco Veneto in via Valsugana adiacente al parcheggio pubblico del centro commerciale Giorgione. (5 euro 24 ore) elettricita con costo orario (sosta 48 ore)

Coord.: N 45° 40’ 42.55’’ E 11° 54’ 33.48’’

Area attrezzata sosta camper a Treviso Foro Boario zona stadio (sosta 48 ore) gratuita no corrente

Coord.: N 45° 40’ 14.99’’  E 12° 15’ 28.56’’

 
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