Mototurismo…un weekend a Campobasso

Mototurismo…un weekend a Campobasso

Sabato, ore 6. Come capita ogni volta che arriva il weekend da “fuga in moto” non riesco a dormire più di tanto. Mi alzo cercando di non svegliare mia moglie ma in queste occasioni anche lei ha il sonno leggero. “Stai attento.” Raccomandazione d’obbligo. Lei le moto proprio non le ama ed è con estrema fatica che si rassegna a vedermi scappare per due giorni a macinare chilometri sulla mia Guzzi California. Questa volta la destinazione è Campobasso dove si tiene un raduno di motociclisti che si incontrano su Tingavert, un moto club virtuale su internet. Se posso, cerco di evitare le autostrade e quindi mi sono preparato un itinerario fatto di statali o provinciali. Alle 6.30 imbocco la A14 a Rimini sud per lasciarla a Fano e dirigermi verso Gubbio.


Visualizzazione ingrandita della mappa

Piccola deviazione all’altezza della gola del Furlo per un caffè davanti al piccolo laghetto creato dalla diga e riparto passando vicino alla Abbazia romanica di San Vincenzo ad Acqualagna, una cittadina famosa per i suoi tartufi. Seguo il tracciato della antica Via Flaminia fino alla deviazione per il passo della Contessa che mi porterà a Gubbio e poi alla E45 passando per Cipolleto, Ponte d’Assi e la località di Belvedere che mantiene la promessa del suo nome: lo spettacolo della vallata che si stende verso Assisi è davvero un gran bel vedere! Seguo la E45 fino a Terni e poi attraverso la città con il profumo dei tigli che quasi mi distrae dalla segnaletica. Su per la strada che porta alle Marmore e che purtroppo offre solo piccolissimi spazi per potersi fermare a fotografare la vallata. Vado in direzione di Rieti e costeggio il lago di Piediluco, un angolo incantevole che attira turisti anche dall’estero. La strada non è larghissima ma la natura che mi scorre intorno è talmente piacevole che andare piano non pesa. E se poi ci aggiungo un po’ di ballate rock da farmi arrivare nel casco grazie al lettore mp3, che cosa posso volere di più? Passo Rieti e mi immetto sulla superstrada per Avezzano. Il caldo comincia a farsi sentire e le fugaci apparizioni del lago del Salto sulla destra costituiscono una grossa tentazione alla sosta. Ma la mia destinazione è ancora lontana per cui continuo verso sud. Giugno è un mese spettacolare per le vedute che ti offre: passi dal verde scuro dei campi di tabacco in Umbria, al giallo del grano macchiato dal rosso dei papaveri, al giallo vivace dei fiori delle rape, al verde intenso dell’erba medica. E ci sono anche gli odori che arrivano dai campi: profumo di fieno appena tagliato, di lavanda, di tiglio e di sambuco. Un cocktail inebriante. D’accordo, ogni tanto ti arrivano anche gli effluvi del letame, quando passi vicino a qualche, stalla ma non ci si può aspettare solo il bello se si vuole stare in mezzo alla natura. E d’improvviso lo scenario cambia e mi rendo conto che sto attraversando la Marsica con i suoi saliscendi quasi lunari che ti portano a guardare in alto verso i monti del Velino e della Maiella. E poi ancora verso sud, verso Sora e Cassino dove devo fare molta attenzione perché la segnaletica non è così abbondante. Raggiungo Isernia e da lì manca poco per Campobasso e l’hotel Le Cupolette dove incontrerò un bel numero di vecchi amici motociclisti. Passiamo la serata tutti insieme e la mattina dopo lasciamo Campobasso per raggiungere Termoli. I ragazzi del Tingavert Sannita (Motoclub Jamm Bell !!) hanno predisposto un servizio di staffette che provvederanno a far sì che possiamo procedere tutti insieme e mi sa che in alcuni incroci non pochi automobilisti ci avranno inviato pensieri poco carini quando hanno dovuto aspettare che passasse tutto il gruppone di più di duecento moto. Per me, che viaggio sempre solo, queste sono le occasioni in cui posso sentirmi parte di una “razza diversa”, una razza che mantiene parecchie sottospecie ma che comunque si riconosce nel piacere della libertà che la moto può assicurare. Non a caso, quando ci incrociamo per strada, ci sentiamo in obbligo di salutarci con il tipico segno dell’indice e medio della sinistra a formare la V. E non a caso, per questi spostamenti in gruppo, gli organizzatori scelgono sempre itinerari meno comuni e meno “comodi”; itinerari ricchi di curve, di tornanti e di saliscendi. In questo caso, la scelta è caduta sulla statale 87, molto più tormentata rispetto alla comodissima superstrada 647. Sosta aperitivo a Casacalenda e poi via fino a Termoli dove in pratica occupiamo con le nostre moto il piccolo centro antico che ci offre caldissime piazzette e freschi vicoli ombreggiati da cui si gode la vista della spiaggia e del mare. Il pranzo in ristorante è solo la scusa per stare ancora un poco insieme prima dei saluti, degli abbracci e degli arrivederci. Prima di risalire sulle nostre moto per il ritorno a casa. E a questo punto possiamo anche concederci un po’ più di autostrada.

 
Comments