L’Aquila vuole rinascere

L’Aquila vuole rinascere

Non ero mai stata all’Aquila prima che fosse colpita dal terribile terremoto del 2009 che l’ha letteralmente distrutta, pero’ ne avevo ammirato la bellezza grazie ai video che mi mandava l’amico di facebook Italo, aquilano. Da quando si e’ iscritto al mio gruppo CAMPER CAMPER e ancora CAMPER, fra di noi si è stabilita nel tempo una bella amicizia virtuale ed è stato un po’ per conoscere lui e la sua famiglia e un po’ per visitare la sua città che ci siamo trovati.
L’accoglienza è stata superlativa e insieme abbiamo trascorso due giornate bellissime, e per fortuna anche il tempo è stato dalla nostra:sole e caldo. Abbiamo parcheggiato il camper nell’area di sosta che è venuta a sostituire quella già esistente resa inagibile dal terremoto, comoda, dotata di carico e scarico gratuita, molto tranquilla e vicina la centro …unico neo per cui l’amico Italo da vero camperista si sta battendo cercando l’aiuto ( a dire il vero molto scarso) della polizia municipale le auto vi parcheggiano e quindi i nostri mezzi che arrivano faticano a trovare un posto disponibile. Alla sera siamo ospiti in un bel locale tipico sul Gran Sasso dove abbiamo cenato con ottimo cibo e tanta allegria.

All’indomani di buon’ora con lui che ci fa da cicerone visitiamo la città, iniziamo con il bellissimo castello Spagnolo circondato da un parco che invita alle passeggiate ,qua i danni nonostante ci siano stati non sono così visibili,da qua attraverso un’antica porta delle vecchie mura raggiungiamo il centro storico ed è qua che il cuore si stringe in una morsa.

Premesso che tutti gli aquilani ora hanno un tetto: sono stati costruiti condomini esteticamente piacevoli o casette in legno molto carine, ma tutto ciò al di fuori dei paesi e del centro storico e credo che pur non mancando le comodità sia normale rimpiangere la propria casa .Il centro storico mette veramente angoscia con le zone rosse presidiate da militari in cui è vietato entrare , con tutti i palazzi disabitati imbragati nelle impalcature e le attività commerciali che ora sopravvivono (tranne rare eccezioni ) nella periferia in container nei quali svolgono la loro normale attività. Quello che fa più tristezza in quella che era la via dove si svolgeva la tradizionale “vasca” è l’assoluta mancanza di persone,piazza Duomo ove si svolgeva il mercato ora e’ deserta. Passiamo davanti alla Casa dello Studente con le foto dei ragazzi scomparsi che ci riporta ai giorni in cui tristemente la televisione ci parlava della frenetica ricerca fra le macerie nella speranza di trovarne ancora in vita e così altri condomini scomparsi completamente con le foto appese di chi non è più al nulla rimasto. Continuiamo nel nostro giro con Italo che ci spiega tutto ma la voglia di commentare è veramente poca.

Arriviamo alla bellissima Basilica di Santa Maria in Collemaggio: qua la facciata, grazie anche alle impalcature che erano state poste per lavori di restauro,è rimasta integra è già stata aperta al pubblico e quindi entriamo e si presenta ai nostri occhi uno spettacolo irreale: la parte anteriore tutta sorretta dalle impalcature poi una parte dove c’è stato il crollo totale e quindi a cielo aperto e ancora posteriormente la navata principale, ove troviamo la salma di papa Celestino v , che ha subito seri danni ma e’ rimasta in piedi.

Girando per la città nonostante tutto ciò ne intravedi tuttora la bellezza e vedi persone attive e l’idea della miseria che potrebbe seguire a un cataclisma del genere non ti sfiora neppure lontanamente. Nel pomeriggio ci rechiamo a visitare i paesi in periferia e qua veramente si ha l’idea della distruzione più totale: Onna di cui tanto si parlava in quei tristi giorni è un cumulo di macerie a fianco del vecchio paese è stato costruito un grazioso villaggio con casette in legno, ben tenute dagli abitanti e con i giardini pieni di fiori che ti rivelano tutta la voglia di dimenticare quei terribili giorni. Anche il paese Santa Rufina di Roio presenta quasi tutte le case crollate e con stupore ne vedi qualcuna in mezzo a tante macerie rimasta miracolosamente in piedi e abitata, mi sono chiesta con quale spirito puoi cominciare la giornata aprendo la finestra e vedendo uno spettacolo del genere? Non sto a elencare la triste realtà di tutti i paesi, credo che Italo non abbia tralasciato nulla nel mostrarci l’Aquila e io credo con l’intenzione di farci sì capire la grande tragedia che ha mortificato questa città ma soprattutto di comunicarci con il grande amore che le porta la grande bellezza che aveva e che ancora ha ed è perfettamente riuscito nel suo intento. L’Aquila ora ha bisogno di tutti noi ma non per portarle con il turismo il benessere che non credo le manchi ma tutto il calore e la solidarietà e insieme poter dare nuova vita alla loro bellissima città.

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