Val d’Aosta: Fortezza di Bard e Valle di Champorcher

Riprendiamo la nostra visita della Val d’Aosta da Pont S.Martin che lasciamo per arrivare a DONNAS, costeggiando la Dora Baltea e i pendii delle colline terrazzate, coltivate a vigneto. Il vino rosso che si ricava è il “Vallee d’Aoste Donnas DOC”.

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Domenica 8 luglio 2012
Riprendiamo la nostra visita della Val d’Aosta da Pont S.Martin che lasciamo per arrivare a DONNAS, costeggiando la Dora Baltea e i pendii delle colline terrazzate, coltivate a vigneto. Il vino rosso che si ricava è il “Vallee d’Aoste Donnas DOC”. Uscendo dal paese vediamo una arco romano che abbiamo già visto in qualche foto, ci fermiamo in un ampio parcheggio e usciamo per vedere questa antica testimonianza. Sono i resti dell’antica strada romana delle Gallie scalpellata nella roccia. Ci attira il piano stradale con i solchi nella carreggiata fatti dalle ruote dei carri è sovrastato da un Arco pure scavato nella roccia.

E’ una emozione camminare sopra questa pavimentazione così ricca si storia. Approfittiamo dell’ampio parcheggio e della ventilazione che La Dora Baltea porta per pranzare.

Riprendiamo il viaggio e subito notiamo in alto su uno sperone roccioso una possente costruzione.

Stiamo arrivando a BARD, la domenica è trafficata e non c’è spazio per la sosta, quindi proseguiamo e ad una rotatoria decidiamo di proseguire a sinistra per la valle di CHAMPORCHER, di cui abbiamo letto cose interessanti. Passiamo per HONE, paese pittoresco con case antiche dove notiamo anche un’area attrezzata per camper. La valle è una delle meno conosciute del territorio valdostano ma accoglie felicemente i turisti in camper, e non solo. La salita ci permette di osservare con una visuale diversa la fortezza di BARD e capiamo perché è stato il punto più importante di difesa della regione.

Ci alziamo in fretta, il torrente Ayasse resta in basso nel solco che si è scavato nei secoli. E’ una valle ricca di gole strette, dove ci si arriva tramite sentieri che conducono alle GOFFRE, e tanti ponti con borghi antichi.  Il comune di Champorcher è composto da tante borgate sparse, CHATEAU o CASTELLO è la sede comunale, ci fermiamo attratti dal borgo con torre quadrata residuo del castello dei Bard.

All’ufficio informazioni, ci danno dei depliant per aiutarci a capire e ci indicano un parcheggio camper gratuito poco più avanti a CHARDONNEY (m.1441), nei pressi di una bella e grande area picnic e alla funivia.

Un prato verde ci accoglie e i camper sono tanti, parliamo con i vicini che ci invitano a vedere il piccolo centro un po’ più avanti, è tutto caratteristico e vi sono stati fatti dei bei restauri, le casette in pietra e legno sono vicine quasi a tenersi al riparo dal freddo e dalla neve. Interessante e particolare il campanile in legno della piccola chiesa.

Notiamo il museo della canapa e apprendiamo che da poco è ripresa la tessitura e si eseguono a mano i capi che sono esposti in un negozio. Comodo un market, dei ristoranti e dei bar. Torniamo in camper, cena con prodotti locali, lardo di Arnad, mocetta di bovino, fontina e formaggio d’alpeggio, frittatina con fiori di zucchine e insalata.

E’ domenica e molti camper se ne stanno andando, ma restiamo in compagnia ugualmente per la notte.

 

Lunedi 9 luglio 2012

Come previsto è tutto sereno, ne approfittiamo per fare una escursione. Ci serviamo dello scooter per arrivare al rifugio Dondena, zona dove si trovava la casa di caccia di Vittorio Emanuele II. (per chi non ha lo scooter è possibile raggiungere il rifugio Dondena a piedi partendo da Chardonney in 2h. 20m. seguendo il sentiero n. 2). La strada sale da Chateau per 5 Km asfaltata e poi per altri 5 in sterrato tra rovinose slavine con alpeggi sulla piana sottostante.

Questa strada fu costruita nel 1862 per permettere a Vittorio Emanule II di arrivare alla Real Casa di caccia, oggi un rudere.  Parcheggiamo dove altre auto si sono fermate, da li è divieto di transito agli automezzi. Siamo in alta montagna, ce lo dice la vegetazione, l’aria fresca il torrente Ayasse che scorre impetuoso e il cartello altimetrico che ci dice che siamo a m. 2192.  Ecco, noi andremo a vedere dove nasce l’Ayasse.

Prendiamo il sentiero n. 7 per il lago MISERIN e la CAPPELLA di S.MARIA della neve. Saliamo in mezzo a prati fioriti che sono i pascoli delle mucche, passiamo davanti al rifugio Dondena e proseguiamo zigzagando  fra i prati finchè il sentiero ci porta in alto. Due caprette stanno seguendo due escursionisti e poi accompagnano noi per un lungo tratto, si sale tra pendii fioriti in compagnia dello scampanellio delle caprette.

Il paesaggio cambia appena scollinato, pendii rocciosi, slavine di massi, corsi d’acqua e qualche cumulo di neve. Le marmotte al nostro passaggio fischiano, e così con calma arriviamo alla nostra meta desiderata. Sono passate due ore dalla partenza a piedi e restiamo stupiti dalla naturale bellezza del posto, anche se deturpata da grandi tralicci che portano la corrente dalle centrali nucleari francesi all’Italia. Arriviamo così davanti al lago MISERIN nel parco naturale dell’AVIS e dobbiamo dire che ne è valsa proprio la pena.

Le cose belle si devono conquistare, siamo a 2578 m. il lago è lungo 400 m. e largo 350m. E’ uno dei laghi più pittoreschi delle Alpi Graie in cui si specchiamo le cime della Parla e della Rosa dei Banchi. Vediamo il santuario di S.Maria della neve con annesso rifugio dove il 5 agosto giungono in pellegrinaggio i valligiani di Champorcher, Cogne e Soana.

Ci stendiamo sul prato e mangiamo con calma il nostro pranzo assaporando anche il panorama che fa diventare prelibato il semplice panino. Purtroppo il sole viene nascosto dalla nuvole e fa fresco, tanto fresco. Salutiamo i compagni di salita e ci avviamo per il ritorno, vedendo angoli che non avevamo notato in andata.

Dopo un’ora e mezza siamo allo scooter, da qui si arriva a piedi al borgo dove siamo ospitati seguendo il sentiero n. 2  (1h 40m. in discesa) e torniamo a Chardonney con il tempo che si sta annuvolando ma ci è andata bene. Champorcher è famosa anche per gli orridi e da tre centri della valle partono alcuni itinerari che portano alla scoperta di una aspetto caratteristico della val d’Ayasse e una serie di camminate conducono nel cuore delle forre. Non sono sentieri difficili, ma richiedono attenzione. Gastone ha voglia di percorre quello che parte vicino alla nostra base e ci racconta: “Il percorso parte appena fuori dall’abitato di Chateau  oltrepassando il ponte sull’Ayasse. Di qui si scende seguendo il cartello “LA GOILLE DI POURTSET”. La discesa è molto ripida e in breve tempo si scende in un bosco fitto e a un bivio scelgo il percorso “panorama” e in brevissimo tempo si scende vertiginosamente in basso. Il rumore dell’acqua si fa sempre più forte finchè si raggiunge una radura da dove si può ammirare la forra con un grandioso salto d’acqua.

Qualche foto e riprendo il sentiero in salita per ritornare. Ora seguo il cartello “Gretto” e finisco in riva all’Ayasse ad una decina di metri dal salto d’acqua visto dal “panorama”. Emozionato da questo spettacolo della natura ritorno al camper dopo appena un’ora dalla partenza.

Martedi 10 luglio 2012

Un’altra bella giornata all’aria aperta ci aspetta, il cielo è sereno e così torniamo nel parco del Mont Avic. Con lo scooter ripercorriamo la strada verso Dondena, ma questa volta  ci fermiamo prima che l’asfalto finisca.

Un piccolo parcheggio già riempito di auto ci fa capire che siamo arrivati all’inizio del sentiero n. 10 che vogliamo percorrere in luoghi magici all’interno del parco naturale per scoprire altri laghi d’alta quota.

Si comincia a salire molto in fretta, gradini in pietra rendono meno difficile la salita,  camminiamo ai bordi di un ruscello e passo dopo passo dopo 50 minuti di cammino tra panorami incantevoli verso i monti e verso valle, arriviamo in una piccola piana prativa coperta di fiori, che fanno di un semplice prato una meraviglia e un piccolo laghetto  fa da cornice a questo piccolo paradiso.

Siamo arrivati al piccolo lago Muffé con un bellissimo e nuovo bar rifugio che offre ristoro e pasti tipici della Vallée, aperto da metà giugno a metà settembre e poi nei fine settimana anche invernali se il tempo lo permette. Siamo a 2080 m. ma non siamo ancora arrivati alla nostra meta; abbiamo superato i primi 300 m. di dislivello e ce ne aspettano altri 200; proseguiamo il cammino, il bosco si fa sempre più rado e piano piano arriviamo alla forcella Col du Lac Blanc. Qui dobbiamo prendere il sentiero 5C a destra ma Gastone sale per 50 metri a sinistra lungo il crinale del monte Torretta e ha modo di vedere e fotografare il Cervino e il Monte Rosa con il suo bianco plateau prima che le nuvole coprano le cime, una meraviglia…

Ora il sentiero è in discesa per 100 m. di dislivello, si cammina tra pietraie e rododendri fioriti, guardando le cime innevate dall’altra parte della valle centrale della Vallée.

Intravediamo il lago in basso, siamo quasi arrivati e infatti ci appare il rifugio BARBUSTEL a 2200 m. La vista è stupenda, sui laghi, sul massiccio del M.Rosa, sulla valle in basso e su tutte le cime che ci circondano. Pannelli illustrativi informano sulla flora e fauna del parco.

Ci spostiamo un po’ per lo spuntino con vista lago e meritata pausa relax, ma anche oggi arrivano le nuvole, non ci fanno paura, ma è il momento di iniziare il percorso di ritorno.

Sosta obbligata al rifugio Muffé per caffè e crostata di ciliegie della casa, in un ambiente di  ineguagliabile bellezza.

Riprendiamo la discesa che è dura, si fa più fatica che in salita, ma arriviamo al parcheggio e poi al camper un po’ stanchi ma veramente soddisfatti ed entusiasti di ciò che abbiamo potuto  vedere.

E’ il momento di cambiare posto, anche se di passeggiate qui ce ne sarebbero da fare tante altre con tanti altri posti da scoprire, ma abbiamo voglia di proseguire nel nostro itinerario, così salutiamo i vicini e partiamo. Durante la discesa e quasi in fondo valle, notiamo un antico borgo con ponticello sull’Ayasse e desideriamo vederlo meglio. Appena la strada consente la sosta accostiamo e parcheggiamo, con qualche goccia di pioggia entriamo nel borgo che sembra di altri tempi. Bello il ponticello sull’Ayasse e le tipiche casette sugli stretti vicoli.

Proseguiamo il viaggio e dopo poco vediamo HONE e il forte di BARD. Qui ci fermiamo in una comoda area di sosta lungo il torrente, quella che ci vuole per la necessità di scarico e un ottimo punto sosta per la visita di Hone e dell’antico borgo medioevale di Bard.  Sosta con corrente, acqua in piazzola, carico e scarico a 8 euro per 24 ore. Il biglietto si paga in più punti che sono indicati nella bacheca dell’area e il più vicino è la farmacia del paese di Hone che si trova a fianco del Municipio. Consultiamo le nostre guide e il depliant dato dalla farmacista, molto cordiale e premurosa nell’informarci su cosa visitare a Hone e a Bard.

Dopo una pausa rilassante alle 19 usciamo verso BARD che si raggiunge tramite un percorso pedonale lungo l’Ayasse. Attraversiamo la Dora Baltea tramite un bel ponte medioevale pedonale, col naso all’insù per guardare la possenza della fortezza sopra un aguzzo sperone roccioso che sembra sbarrare la corsa del fiume.

Questo forte fu costruito nell’anno 1000, poi trasformato in fortezza nel 1242, ampliato e rinforzato a più riprese. Il borgo è stretto tra la rupe del forte e la montagna, è pittoresco, ha delle case molto antiche e fa parte dei borghi più belli d’Italia.

Ripassiamo la Dora per lo stesso ponte e veniamo attirati dal campanile di Hone. Attraversiamo le vie selciate della borgata passando per le antiche case e arriviamo così alla parrocchiale di S.Giorgio con l’alto campanile romanico, ma la chiesa è chiusa e non possiamo vedere le opere in legno intagliato e scolpito di cui parlano le guide. A questo punto torniamo alla nostra casa viaggiante, passando per i giardini che conducono al parcheggio che è nei pressi di una centrale idroelettrica.

Siamo molto contenti di avere fatto la deviazione per la valle CHAMPORCHER perchè ci ha permesso di apprezzare i suoi borghi alpini, i laghi d’alta quota, le forre e gli antichi ponti in pietra  costruiti dai bravi muratori della valle che erano apprezzati in tutte le alpi; è bastato fermarsi con il desiderio del camperturista per godere delle bellezze e della pace dei luoghi visitati.

Francesca e Gastone

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Note:

Parcheggio camper gratuito a Chardonney dopo Chateau. Di fronte al parcheggio ampia area picnic con servizi igenici (per il camper service utilizzare l’area attrezzata di Hone)

Area attrezzata sosta camper a Hone con corrente (8 euro al giorno) http://www.comune.hone.ao.it/modules/smartsection/item.php?itemid=44

Val d’Aosta: i castelli di ISSOGNE e FENIS, la VAL d’AYAS La valle del Lys o val di Gressoney in val d’Aosta Val d’Aosta: Fenis, la Thuile, Moncenisio

 

 
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