Corsica nord e Bastia

8 luglio 2010

Ultimo sguardo sulla baia di Algajola dalla spiaggia già assolata, ma ancora deserta e poi partiamo.


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Passiamo lungo la strada che passa per il deserto “des Agriates”.

E’ un deserto verde di 16000 ettari pressoché disabitato, solo qualche pastore e pochi abitanti sono rimasti in quello che era fina alla metà dell’800 il granaio di Bastia e Cap Corse con coltivazione di grano, olivi, vigne e frutteti dove i contadini arrivavano in barca da Cap Corse (Nonza, Canari, Saint Florent) per lavorare la terra.

I campi ora sono abbandonati e la macchia ha ripreso il sopravvento e la panoramica D81 attraversa questo deserto, profumato e spettacolare in primavera quando la vegetazione bassa e molto fitta si colora di fiori bianchi e rosa del cisto e di quelli gialli della ginestra. Al termine della strada panoramica, arriviamo a vedere dall’alto la bella baia di Saint Florent.

Passiamo il centro affollato e trafficato per andare a Patrimonio, un paese vicino, noto nel mondo per la produzione di vini, in particolare del Muscat che compriamo in un negozietto.

I vigneti, tutti di proprietà di piccole aziende a conduzione familiare, ricamano le colline calcaree intorno all’abitato, lungo la statale numerose cantine dove è possibile degustare il bianco Vermentino o un pregiato rosso, il Niellucciu, ideale per salumi e selvaggina. Torniamo indietro e ci fermiamo al camping Calipso a Saint Florent, scelto  perché è in riva al mare e a 100 metri dal centro. Fa caldo e ci sistemiamo nel tranquillo e ordinato camping con piazzole delimitate da siepi. Pranzo con melone e prosciutto appena comperato e riposo!!!!

Pomeriggio afoso e senza aria, bagno al mare e per la prima volta l’acqua ci delude, è torbida causa i fondali con sabbia rossa e con molte alghe.

La serata passa al centro di Saint Florent; ha le case colorate affacciate sul porto e un animato lungomare con boutiques ristoranti e bar. Il centro si sviluppò nel XV secolo attorno al forte genovese; le case della città vecchia sono attaccate l’una all’altra e raccolte attorno alla parrocchiale che conserva all’interno la statua di San Fiorenzo Martire.

Cena con immancabile aperitivo che in questa zona è il Muscat.

Venerdi 9 luglio 2010

Ultimo bagno in mare e ultimo sole in spiaggia finchè non fa tanto caldo… poi dopo pranzo si parte.

Vogliamo essere a Bastia per la sera; passiamo per Oletta, un villaggio aggrappato nel verde delle colline del Nebbio con semplici case dai riposanti colori bianchi, ocra e rosa da cui si gode un bel panorama sul golfo di Saint Florent.

Arriviamo alla chiesetta di S.Michele di Murato, isolata su un pianoro a 475 m. di altitudine, che domina la valle del Nebbio. Questa chiesa del XIII secolo è uno dei migliori esempi di romanico pisano.

Poi proseguiamo per una strada stretta e panoramica, lungo le gole di un torrente che ha scavato un solco profondo, fino ad arrivare alla pianura allo stagno di Biguglia. Ci fermiamo al mare, dopo aver ritrovato “La Canonica” con la chiesa vista all’inizio del percorso, in un bel posto alle porte di Bastia, fa caldo, il termometro segna 33°, non è fresco neppure l’aria in riva al mare, dove siamo seduti all’ombra in un tavolino di un bar.

Siamo al tardo pomeriggio, ci spostiamo verso Bastia cercando un posto dove parcheggiare per visitarla. Sostiamo lungo il mare, poco prima del tunnel del porto vecchio e mediante un sentiero saliamo ed arriviamo giusto davanti alla città vecchia e alla porta della cittadella.

La passeggiata è piacevole lungo le strette vie sale l’aria del mare e si godono bei panorami, scendiamo al porto vecchio, caratteristico e animatissimo, con alle spalle le antiche case di impronta genovese, molto diroccate ma abitate. Con le sue case colorate e simili a quelle della Liguria che dominano il mare, Bastia è la seconda città dell’isola, di cui è considerata la capitale economica, grazie al porto, punto di arrivo di tutti i traghetti dall’Italia e dall’area industriale che si estende al sud.

Nel XV secolo i genovesi iniziarono a costruire sulla rocca che proteggeva il porto, un torrione e una bastiglia che diede poi il nome alla città. Caratteristico è il “Vieux Port” la piccola insenatura del porto medioevale ha mantenuto l’atmosfera dell’antico borgo marinaro, con le barche di legno dipinte di blu e di bianco, affiancate da panfili miliardari. Sulle banchine si aprono i bar e i ristoranti preferiti dagli abitanti di Bastia.

Bella la città nuova con le sue belle e frequentate piazze, scendiamo al molo da dove partono le navi per il continente e individuiamo un parcheggio a pagamento che è l’ideale per la notte. Torniamo stanchi al “Vieux Port” e ci sediamo per la cena, una meravigliosa insalata di mare con polpi vongole surini gamberetti e verdura fresca, tutto abbondante come tutti i piatti che portano, ad un costo equo (13 euro a piatto).

Torniamo al camper alle 23 e ci spostiamo al porto per la notte. Purtoppo la notte non è stata molto tranquilla a causa di una discoteca poco lontano e del traffico all’alba dei vacanzieri in partenza e in arrivo.

Sabato 10 luglio 2010

Alle 7,30 ci mettiamo anche noi in fila sul molo per l’imbarco, un ultimo sguardo sulla città che si allontana,

iniziamo il ritorno verso casa, il mare è tranquillo e la traversata fino a Livorno piacevole.

Sbarchiamo un po’ in ritardo sulla tabella di marcia e rientriamo a casa per sera. E’ stata la nostra prima vacanza in Corsica e ne siamo rimasti molto entusiasti, con il proposito di ritornarci per approfondire la conoscenza dei luoghi visitati frettolosamente o tralasciati  per mancanza di tempo.

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Gastone e Francesca

 

 
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