Cesuna: il Museo dei CUCHI

Cesuna: il Museo dei CUCHI

Il MUSEO DEI CUCHI si trova nel territorio di Cesuna, uno dei sette comuni dell’Altopiano. Si arriva venendo da Vicenza o dall’autostrada Valdastico (uscita Piovene Rocchette) salendo per la strada del Costo (SS 349). Arrivati al paese di Tresche Conca si prosegue per Canove e il museo si trova a 100 metri dopo il  bivio per Cesuna. (coordinate N 45° 50′ 34.3″ E 11° 26′ 23.2″ sulla mappa “B”

Il museo si trova sulla sinistra e ha a disposizione un parcheggio interno, anche se l’ingresso delimitato da due colonne, non è molto ampio.

Noi ci siamo entrati e la signora Vania ci ha confermato che molti camper hanno parcheggiato all’interno. In alternativa, per i mezzi più grandi, consigliamo di fermarsi nell’abitato di Tresche Conca, a fianco dell’ufficio postale, e vicino a un parco giochi, dove è possibile anche fermarsi per la notte,  che dista 800 m. dal museo. (coordinate N 45° 50′ 24.3″ E 11° 25′ 58.4  sulla mappa A)

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Il museo è privato e gestito dai signori Valente, è l’unico vero “museo dei cuchi” esistente in Veneto.

Vogliamo presentare il “cuco” con questa poesia di Gino Pistorello, scritta in dialetto  vicentino che pensiamo sia comprensibile da tutti e intitolata “il cuco”:

 Quando un pugno

de tera

soto la man antica del l’omo

deventa musica

vol dire

che nasse un cuco

e te ricorda

un riciamo de amor

tra i boschi

appena tinti

de primavera

 

I “cuchi” sono fischietti popolari che si possono definire i genitori degli strumenti fiato, forse il primo giocattolo sonoro dell’antichità. Sono antichissimi e si trovano in ogni parte del mondo, è accertato che esistevano anche 20.000 anni fa. (da qui anche il detto “vecchio come il “cuco”)

Più vicino a noi, il “cuco” era l’umile variopinto giocattolo dei bimbi poveri, si comprava con pochi centesimi nelle bancarelle delle sagre paesane. In questo museo ne abbiamo trovato uno proveniente dall’Afganistan del 2000 A.C.

In Italia i “cuchi” arrivano da importanti scuole in Emilia, Toscana, Umbria, Lazio, Abruzzo, Campania Basilicata, Puglia  e ovviamente in Veneto, principalmente a Nove di Bassano dove c’è una fiorente industria della ceramica.

E si, i “cuchi” sono tutti costruiti in terracotta, e taluni possono avere un serbatoio d’acqua per ottenere un suono più dolce e modulato, pazienti artigiani di tutto il mondo hanno continuato a costruirli nelle più disparate forme, anche dopo che la plastica ha preso il sopravvento.

Nell’altopiano di Asiago a Canove il 25 aprile per la festa di San Marco c’è la “sagra del fischietto popolare”.  Mario Rigoni Stern, illustre cittadino dell’Altopiano, scriveva che il motivo della sagra in questa data  viene dall’arrivo dei rondoni e dei cuculi che risvegliano il bosco. E’ il loro canto (cu-cu, cu-cu…) che risveglia la linfa degli alberi.

Si racconta che se un giovanetto durante la festa del paese donava alla ragazza del cuore il “cuco” voleva testimoniare la sua attenzione nei confronti di lei… era l’equivalente di un mazzolino di fiori…. Quando però questo dono veniva dato il 25 aprile, diventava un esplicito messaggio destinato alle rispettive famiglie, un messaggio eloquente di disponibilità al matrimonio. A questo punto le famiglie avevano 40 giorni di tempo per stabilire le strategie da adottare nel caso che accettassero di imparentarsi tra loro. 40 giorni dopo Pasqua nel corso di una processione molto seguita ancor oggi,  “la Rogazione di Asiago”, la ragazza qualora fosse interessata al suo “ragazzo” donava un uovo dipinto che era la risposta tanto attesa !!!! Il “cuco” era diventato così messaggero d’amore e precedeva il più impegnativo “anello”.”

La signora Vania, ci racconta che la raccolta dei cuchi  è partita con due fischietti di terracotta regalati a suo marito Gianfranco, mentre era in Piemonte per lavoro, ora nel museo ce ne sono  migliaia e provenienti da ogni parte del mondo. Quest’anno c’è stata la 10 biennale internazionale del fischietto in terracotta.

Consigliamo un visita al Museo a quanti non l’hanno ancora visto, per entrare in una atmosfera magica e lontano dalla fretta dei nostri giorni. Si uscirà di certo con un fischietto da regalare ai nostri bambini o nipotini…. Noi oltre ai regalini ne abbiamo preso uno anche per noi e messo in bella mostra come soprammobile vicino ad un altro ad acqua che imita il canto dell’usignolo. Nei momenti di malinconia, convogliando i sospiri attraverso il “cuco”, ne uscirà un magico suono distensivo che evocherà il canto del cuculo nei boschi in primavera: richiamo infallibile di amore e giovinezza… Provare per credere !!!

Gastone e Francesca

note:

Parcheggio per camper di Asiago (VI) che si trova all’ingresso del centro abitatao provenendo da Vicenza (costo 4 euro al giorno, la notte gratuita) coordinate: N.45°52’18.3″ E11°30’4.4″

 

Camping Riviera a Roana (VI)

Roana – Via Oxabeck 44
36010 Roana (Vicenza – Veneto – Italy)
GPS: N 45° 52′ 42”.276 – E 11° 27′ 13”.968
Tel. +39 0424 66344 Fax +39 0424 66010

 
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