Alla scoperta di Ferrara in bicicletta

Alla scoperta di Ferrara in bicicletta

Dopo aver consultato il meteo decidiamo di andare verso una città non lontana e poco conosciuta nella pianura del delta del Po: FERRARA la città della bicicletta.
Arriviamo nel parcheggio  Rampari S.Paolo alle 18,30 e troviamo posto nell’area di sosta camper al costo di 6 euro per 24 ore .

L’area è sorvegliata da telecamere ed è stata ricavata in una parte del parcheggio (ex Moff) che ssendo gratuito vede in sosta oltre alle auto un centinaio di camper.

Siamo curiosi e andiamo in centro che si raggiunge in 15 minuti a piedi per via della Grotta, via Giusmaria e Via Garibaldi passando davanti al palazzo Bentivoglio fino alla piazza del Municipio, dove è allestito un mercatino con prodotti regionali, e  dove una porta d’ingresso alla piazza Trento e Trieste, ci fa ammirare la meravigliosa facciata della Cattedrale di Ferrara, dedicata a San Giorgio che mostra i segni di tutte le epoche della storia di Ferrara, si nota lo stile romanico nella parte inferiore e quello gotico nella parte superiore.

Giriamo un po’ tanto per capire dove siamo, e capire un po’ la geometria della città. Arriviamo in piazza Girolamo Savonarola e giriamo attorno al possente Castello Estense circondato da un fossato con acqua, unico in Europa.

Il centro è chiuso al traffico e molto animato. Tanti cittadini e turisti che passeggiano serenamente, a piedi  o con la bici. Torniamo al camper che è buio, dicendoci che sarebbe stata una occasione persa non partire, a causa delle previsioni meteo variabili o per la stanchezza. Al primo impatto, ci è piaciuta molto l’atmosfera che si respira in città e pensiamo già a domani per apprezzarla ancora di più.

Lunedì 30 aprile 2012

Giornata splendida, azzurro il cielo che si intravvede dall’oblò del nostro camper attraverso le fronde del grande albero che abbiamo sopra. Si preparano le bici e decidiamo per il giro di Ferrara sopra e intorno alle sue mura che la cingono quasi interamente e permettono di girare in bici o a piedi immersi nel verde sopra  o fuori le mura per 9 chilometri. Dal Castello Estense, lungo il corso Ercole I d’Este raggiungiamo le mura della città e iniziamo il nostro percorso sopra le mura percorrendo i viali alberati che ti fanno dimenticare di essere in città.

Arriviamo al parcheggio di partenza e questa volta proseguiamo sotto le mura in un parco verde con alla nostra sinistra le possenti mura di cinta. Molti i cittadini che sostano nelle panchine che si trovano nell’area verde altri corrono a piedi o in bici.

Ritorniamo alla porta degli Angeli e usciamo attraversando la strada verso il parco urbano G.Bassani. E’ una bellissima area verde a disposizione degli abitanti e turisti per una pausa tranquilla, appena fuori le mura, una vera oasi di pace con la pista ciclabile per percorrerla.

Da qui, utilizzando la comoda pista ciclabile, ci dirigiamo verso FRANCOLINO passando a fianco del  campeggio  Estense che troviamo bello e ombreggiato, fuori dal traffico. La pista ciclabile dalla città ci conduce alla scoperta dei dintorni fino ad arrivare sull’argine del Po’ che costituisce il percorso cicloturistico “destra Po”. Il Po’ non lo vediamo e restiamo delusi, si vede la grande zona golenale coltivata a pioppi canadesi che vivono anche nell’acqua, proseguiamo fino a Pontelagoscuro, dove c’è l’Oasi dell’isola bianca, una delle più antiche isole fluviali del Po’ e vediamo finalmente il fiume sovrastato dal grande ponte di ferro della ferrovia.

Scendiamo dall’argine e proseguiamo verso Ferrara per il ritorno facendo attenzione a non passare sotto il ponte. Tramite strade ghiaiate e sentieri sterrati si raggiunge nuovamente il parco Bassani davanti alle mura. Il giro in bici completo è stato di 35 Km.  Si è fatta ora d pranzo e facciamo il nostro spuntino in un bar davanti al castello, chiedendoci cos’altro vedere; il tempo si mantiene bello ma stanno arrivando delle nuvole. Le bici sono parcheggiate e legate, così andiamo a visitare l’interno del Castello Estense. Facciamo il biglietto comprensivo della salita e visita della Torre al costo di 10 euro cad. Si inizia con la visita passando dalle cucine e con  una scala si scende alle prigioni e passando per un porta bassa si raggiunge la prigione di Don Giulio che fu graziato a 81 anni, sul muro le parti ancora intonacate presentano delle scritte dei prigionieri, una sola piccola ferritoia dava un po di luce e aria, ma all’interno si percepisce una grande umidità. Una seconda cella ancora più bassa e buia fu quella di  Ugo e Parisina, giovani protagonisti di una pagina drammatica della storia Estense.

Saliamo al piano nobile per continuare la visita su alcune sale degli antichi appartamenti privi degli arredi originali ma arricchiti dai sontuosi soffitti i cui colori non hanno persoi l’antico splendore. Per poterli ammirare sono stati collocati dei grandi specchi che consentono la visione senza stare con la testa all’insù.

Saliamo sulla torre tramite 122 scalini su una scala a chiocciola alquanto stretta. Tira una bella aria, e si gode un panorama di Ferrara a 360°. Quello che per noi è strano è di non vedere le montagne all’orizzonte, tutto attorno è piatto e incredibilmente lontano, che ci fa sentire sperduti senza dei punti di riferimento.

Usciamo dal castello con il cielo che si sta riempiendo di nuvole, prendiamo le bici sperando di riuscire a vedere ancora qualcosa prima della pioggia. Ritorniamo per lo stesso corso Ercole I d’Este, fino al vicino palazzo dei Diamanti che prende il nome da 8500 formelle di marmo tagliate come i diamanti che rivestono interamente il palazzo, oggi sede della Pinacoteca.

Giriamo l’angolo e siamo attratti dal parco Massari dove entriamo in bici attratti dai secolari cedri del libano, molti giovani studenti stanno sdraiati sull’erba con i libri in mano. Proseguiamo verso piazza Ariostea dove è in corso una gara di pattinaggio. Questa piazza all’ultima domenica di maggio viene raggiunta da centinaia di figuranti e dagli atleti che partono dal castello per le gare conclusive del Palio più antico del mondo.

Un po’ più avanti giriamo a sinistra in via Vigne e ci fermiamo alla fine di via Piopponi  davanti all’ingresso del Cimitero Ebraico, chiamato parco del silenzio. Entriamo, la visita è gratuita, ma ci si deve registrare su un registro e i maschi per entrare si devono coprire il capo. Se non hanno il berretto vengono forniti del classico copricapo ebraico (papalina nera). Il cimitero sorge in un’area acquistata dalla comunità ebraica nel 1600 contiene lapidi molto antiche in un giardino secolare e ancora oggi vengono fatte le sepolture degli ebrei, anche stranieri, previo acquisto del terreno e i resti non vengono mai riesumati. Qui riposa anche il cittadino Giorgio Bassani, scrittore di importanti opere letterarie, quali “il giardino dei Finzi-Contini” e a cui è stato dedicato il parco urbano fuori le mura.

Il tempo minaccia e velocemente proseguiamo verso la vicina Certosa di Ferrara, nata come convento dei frati certosini e alla fine del 1800 diventata zona cimiteriale di Ferrara e quindi di corsa verso il camper.

Facciamo appena in tempo a caricare e coprire le bici nel camper che inizia a piovere. Siamo stati fortunati, ma anche previdenti !!!

Ci rilassiamo per qualche ora e ceniamo in camper, il temporale passa, esce l’arcobaleno e torna il sereno, anche se un po’ stanchi, desideriamo vedere Ferrara di notte !  La strada che porta in centro la conosciamo e ben presto siamo davanti alla cattedrale. Ammiriamo le piazze e il castello illuminato e ci addentriamo nel quartiere ebraico, poco lontano fino alla sinagoga,

la tenue luce contribuisce a rendere ancora più belli e interessanti i palazzi e le vie ancora piene di gente. Il centro storico di Ferrara è stato inserito nel 1995 dall’UNESCO nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Martedi 1 maggio 2012

Oggi non è una bellissima giornata di sole, ma non piove e questo è già molto dopo aver sentito del tempo perturbato in giro per l’Italia.

Ci incamminiamo verso il centro di Ferrara e con sorpresa troviamo un gruppo di sbandieratori in costume in piazza Municipio e la banda musicale di Ferrara che si sta esibendo sul piazzale della basilica. Tanta gente tutto intorno ad ascoltare e applaudire.

Al termine del concerto partono i tamburi sull’altra piazza e tutta la gente si sposta a vedere gli sbandieratori, al termine dello spettacolo, tutti ancora davanti alla basilica dove  una corale di giovani si esibisce con canzoni molto belle e un solista di eccezione,  anche qui tanti gli applausi.  Finisce la prima parte del concerto di questi bravi giovani e tutti siamo invitati a prendere posto in chiesa per la S.Messa celebrata dall’Arcivescovo di Ferrara e Comacchio Paolo Rabitti per la festa di S.Giuseppe lavoratore. Una celebrazione sobria e durante l’omelia l’Arcivescovo ricorda i problemi del lavoro e dei lavoratori inclusi gli imprenditori e invita tutti a fare il proprio dovere. Al termine della S.Messa tutti fuori Arcivescovo incluso per ascoltare la seconda parte del concerto dei giovani e continuare la giornata di festa.

A termine di questa manifestazione siamo ancora una volta attirati dai tamburi verso il castello dove tutta gente si sta dirigendo.  Molto bello lo scenario che si presenta, ci sembra di tornare indietro e rivivere la storia passata. Molti figuranti in costume, gli stessi che sfileranno durante la festa del palio domenica 27 maggio 2012.

Al termine dello spettacolo non manca una visita al famoso teatro Rotonda Foscarini già visto in notturna che offre una superba visione in alto per l’apertura elittica sul cielo. Entriamo dalla porta Ovest di fronte al Castello Estense e usciamo dall’altra a nord verso la della chiesa di S.Carlo.

Proseguiamo e ci sediamo in un bar proprio di fronte al castello per una pausa pranzo. Il pane è da sempre grande protagonista della tavola Ferrarese, in particolare “la coppia” con artistica forma a farfalla con 4 estremità attorcigliate. In centro si possono trovare molti posti dove assaggiare le specialità Ferraresi, quali i cappelletti, i cappellacci ripieni di zucca, tipico il pasticcio di maccheroni, la salama da sugo e il pan pepato, tipico dolce inventato dalla monache, che è un pane di spezie arricchito di mandorle e canditi e rivestito da una spessa crosta di cioccolato fuso. Per digerire cosa di meglio di una passeggiata ? eccoci a ripercorrere la piazza della cattedrale, passiamo davanti al museo della cattedrale e proseguiamo fino a via Mazzini nell’area ghetto dove la comunità ebraica risiedeva, benevolmente accolta dagli Estensi.

Ancora esistente la Sinagoga, che si distingue dalle altre case per le lastre commemorative poste accanto all’ingresso e dove si trova il museo ebraico che custodisce oggetti liturgici, arredi e documenti storici. Proseguiamo lungo via delle Volte, una strada lunga e stretta il cui inconfondibile aspetto è diventato uno dei simboli di Ferrara. In epoca Medioevale in questa via si svolgeva una importante attività commerciale e le volte, che erano passaggi sopraelevati,  univano le case dei mercanti poste nel lato sud con i magazzini posti nel lato nord.

Il tempo nel frattempo è peggiorato e comincia a piovigginare, siamo a pomeriggio inoltrato e decidiamo di tornare nel camper che non è molto lontano. Prepariamo l’itinerario del rientro e decidiamo di non prendere l’autostrada ma di passare per Stellata. Qui sappiamo di una rocca da poco ristrutturate che è molto possente e in bella posizione al centro di un’area verde attrezzata per picnic e parco giochi. Costatiamo che è un gioiello architettonico con originale pianta a stella che ha dato il nome al paese in cui sorge. Di qui passa la pista ciclabile “destra Po” che abbiamo lasciato a Ferrara. Noi con il nostro piccolo camper siamo arrivati fino allo spiazzo davanti alla Rocca, ma per una visita conviene parcheggiare in un pianeggiante parcheggio poco prima.

Purtroppo piove e la visita non si protrae sul parco e sulla riva del Po. Puntiamo verso casa passando tra i colli Euganei e Berici per arrivare nella nostra Pedemontana Vicentina.

Anche questa volta siamo stati molto soddisfatti della nostra breve ma intensa uscita. Ferrara ci ha stupito per l’ospitalità e la tranquillità. E’ bello sentirsi a proprio agio in bicicletta anche in città, dove l’ampio centro storico chiuso al traffico è tra i più estesi d’Europa e lo spostamento in bici è il mezzo prescelto anche dai cittadini per andare al lavoro o a scuola, non per nulla viene chiamata la città della bicicletta, con 120.000 biciclette utilizzate in città. Anche gli alberghi mettono a disposizione dei turisti le bici per lo spostamento e la visita dei monumenti. Molto ci resta ancora da vedere e molti sono i percorsi tematici studiati per i turisti più esigenti, noi come prima volta, abbiamo personalizzato la visita per vedere le cose principali. Accettiamo consigli dai lettori per ulteriori approfondimenti e suggerimenti per la nostra prossima visita.

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Francesca e Gastone.

 

Note:

Area Sosta Camper via Rampari S.Paolo  a 15 min a piedi dal centro  (sosta max. 72 ore) a 6 euro ogni 24h. (+ per lo scarico 1 euro per il WC WASH e 2 euro per carico e scarico) Su metà piazzole possibilità di corrente con pagamento a consumo. Nelle vicinanze del parcheggio possibilità di noleggiare le bici messe a disposizione dal Comune informazioni in loco.

Campeggio Comunale Estense vicino al Parco Urbani in via Gramsci 76

 
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