Ritrovarsi a Feltre…

Ritrovarsi a Feltre…

Per la seconda volta torniamo a Feltre in occasione del PALIO, invogliati anche dall’opportunità di rivedere gli amici e di fare nuove conoscenze. Il programma preparato per noi dal Camper Club Feltrino e Primiero è molto interessante e vista la bella esperienza del precedente anno, siamo contenti di aver aderito anche quest’anno all’iniziativa.


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Alle 17,30 arriviamo al parcheggio di PRA del MORO guidati anche dalle indicazioni che portano all’area di sosta camper. Ci accodiamo all’accettazione e subito vediamo i nostri amici appena arrivati: Deanna, Antonio e Valeria, Gianluca Serena e Maria Rosaria con due loro amici, Lino e Mirna. Assieme parcheggiamo vicino a Graziana e Danillo. Il presidente GianVittorio è li e ci accoglie festoso, siamo in tanti anche quest’anno, tutta l’area camper è piena come pure il parcheggio adiacente riservato per l’occasione ai camper turisti E’ record di presenze, con numeri in crescita:

40 famiglie il 1° anno, 100 famiglie il secondo e 122 il terzo, …. Bisognerà allargare il parcheggio ?

Alle 18 un brindisi di benvenuto per tutti noi e il miglior modo per dimostrarci la loro gratitudine è mostrarci in anteprima un assaggio di ciò che vedremo nei due giorni del Palio:  il saluto dei tamburini e sbandieratori città di Feltre. Li accogliamo con tanti applausi e li abbiamo apprezzati per la bravura e lodati per i preziosi e pesanti costumi indossati e per la loro paziente sopportazione del gran caldo.

Breve ma intenso il discorso di Alessandro responsabile del raduno, alla presenza del neo sindaco giovanissimo e simpatico vengono dati dei riconoscimenti al gruppo più numeroso, all’equipaggio che veniva da più lontano, all’equipaggio straniero e a noi per un video montato con le foto e qualche ripresa del Palio 2011 visto da noi per la prima volta. Siamo sorpresi, contenti e ringraziamo, non ce lo aspettavamo, ma a volte le cose fatte con passione lasciano il segno, così portiamo a casa le guide per visitare la zona del Parco delle Dolomiti Bellunesi e una bella litografia fatta da Paolo Canciani, figurante la corsa dei cavalli.

Il tempo stringe e la cittadina aspetta per le cene nei vari quartieri. E’ lo stesso scenario visto l’anno scorso che lascia di stucco chi vede per la prima volta. I quartieri, Duomo, Port’Oria, Santo Stefano e Castello si sfidano anche a tavola e propongono menù diversi tutti con prodotti locali. L’aria di festa è palpabile e i turisti scelgono dove sedersi. Dopo cena ovunque spettacoli offerti in ogni quartiere, tanta gente partecipa e si diverte, ma ci si stanca… e nonostante la festa continui… torniamo al camper.

 

Sabato 4 agosto 2012

E’ il giorno preparato con tanta cura  dal camper club per portarci nel cuore della tradizione della pedemontana Feltrina. Per colazione un omaggio da parte del “LATTE BUSCHE” uno yogurt  da ritirarsi all’ingresso, poi tutti pronti alle 8,40 per il primo giro del pullman, il secondo partirà dopo e noi in questo direzione CESIOMAGIORE al museo etnografico di SERRAVELLE, una ottocentesca villa di campagna dei conti AZZONI-AVOGADRO, situata in bella posizione panoramica ai piedi del parco naturale delle dolomiti bellunesi. Ci dividiamo in due gruppi di 25 persone e con la simpatica Martina entriamo nel mondo contadino tra tradizioni popolari e una selezione di beni materiali.

Il percorso si sviluppa in due piani: piano terra la cucina, cuore di ogni casa, in ogni stanza si sviluppa un tema inerente al territorio, quindi la coltivazione e il lavoro della terra con le soluzioni trovate per agevolare il lavoro nei prati scoscesi. Le emigrazioni stagionali di uomini e animali, la fienagione, l’alpeggio, la transumanza, la emigrazione oltre oceano.

Una stanza ci ha turbato, l’area riservata alle BALIE da LATTE, giovani madri che lasciavano i propri figli di pochi mesi a volte costrette dalla famiglia per avere un reddito, per recarsi nelle città ad allattare i bambini del’aristocrazia. Con questi bimbi spesso si instauravano rapporti affettivi lunghi e intensi, come lo è stato per Maria Canova, balia di latte de regista Lucchino Visconti che le rimase  legato per tutta la vita. I loro bimbi venivano nutriti con latte di capra che procurava molte gastroenteriti. Molti morivano e le mamme non lo dovevano sapere, altrimenti per lo shock il latte sarebbe sparito. Interessanti le spille da balia. Era un regalo che a loro veniva fatto quando al bimbo spuntava il primo dente.

Importante la cura con cui si tenevano i bovini, sostentamento della famiglia, come gli animali da cortile, specie le galline. Un’altra interessantissima tappa al sottotetto, con oggetti di lavoro, mezzi di trasporto per uomini e per materiali (legna fieno e altro). Un altro mondo che ci pare tanto lontano, ma non lo è. Noi siamo stati dentro un’ora e trenta ma ce ne voleva ancora un’altra per soffermarsi e gustare ogni immagine, tante stanze interessanti che non posso elencare, ma di certo consiglio la visita, si esce più ricchi, le riflessioni aiutano a stare meglio.

Il bus ci attende e ci porta alla seconda visita, il Santuario dei Santi Vittore e Corona. Torniamo a Feltre e proseguiamo fino ai piedi dello sperone del monte Miesna, sulla cui cima sorge il Santuario, fondato nel 1096 da Giovanni da Vidor e consacrato nel 1101, dal figlio Arpone, vescovo di Feltre. Per la sua posizione, venne incluso nel sistema fortificato a difesa della città e così rimase fino al 1400 quando sotto la serenissima, vennero abbattute le rocche difensive.

Il bus non può salire per la stratta strada, così si prosegue a piedi lungo la stradina nel bosco per una quindicina di minuti. Noi scegliamo di salire percorrendo il suggestivo sentiero che si snoda nel bosco, segnato da edicole se-settecentesche, fino a raggiungere il capitello dell’Angelo. Da qui l’importante scalinata realizzata nel 1800 conduce al Santuario, dal quale si gode una magnifica visuale su Feltre.

Ci facciamo coraggio la scalinata è tutta al sole, ma come sempre le cose che costano fatica sono le più belle; una signora aspetta che il gruppo si ricomponga per iniziare la visita. Si accede attraverso un chiostro quattrocentesco, dentro fa fresco e ci si riposa ascoltando la storia e la descrizione degli affreschi.

Al centro dell’abside si erge l’arca dei martiri Vittore e Corona su una loggia a capitelli, interessante la cattedra in marmo alla quale, in antichità si attribuivano poteri taumaturgici, dei vescovi di Feltre. Nell’attuale sacrestia all’interno dell’abside è murata una lapide del 1096, parte del sarcofago di Giovanni da Vidor, prezioso manufatto decorato con capitelli e foglie mosse dal vento, realizzato forse da veneziani che lavoravano nella fabbrica lagunare della Basilica di S. Marco.

Si esce che è l’una. Inutile dire che Feltre in lontananza fa bella mostra di se in mezzo alla piana con le vette feltrine alle sue spalle. Si torna alla base del colle dove arriva il bus che in un attimo ci riporta ai nostri camper dove ci fermiamo per la pausa pranzo, stanchi ma contenti. Il pomeriggio è libero, Alessandro propone come lo scorso anno la visita alla cittadina con la sua compagnia. Noi con Valeria, una coppia di Pistoia, GianVittorio con la moglie Roberta il figlio Federico e due suoi amici, andiamo a vedere la cittadina attraverso gli occhi di Roberta che ci fa da guida.

Si sente subito che ama molto la sua città, mentre a spasso per la cittadella si respira aria medioevale, bancarelle, con attrezzi di un tempo,  serviti da signori e signore in costume d’epoca. Le descrizioni da parte di Roberta sono minuziose, entriamo da porta imperiale e prendiamo la via Mezzaterra che porta alla piazza maggiore. Molti i palazzi di chiara matrice veneziano, i resti degli affreschi raccontano la storia della famiglie, annoierei a raccontare tutto e rischierei di sbagliare; di certo Feltre merita una visita anche fuori dai giorni del Palio.

In piazza maggiore, antico foro romano, un bel colpo d’occhio lo da il palazzo della ragione del 1500, che presenta il famoso portico palladiano, che costituisce l’accesso alla Sala degli Stemmi e al teatro de la Sena o Piccola Fenice, che avrebbe dovuto ospitare le assemblee del maggiore consiglio, mai usato perché difficile da scaldare nei freddi inverni feltrini, pertanto fu utilizzato come teatro pubblico nel 1648.

Fu qui che Carlo Goldoni recitò nel 1729-30. Nel 1802 sotto la dominazione austriaca, il celebre architetto veneziano GianAntonio Selva (1751-1819), progettista del Teatro “La Fenice” di Venezia, accetta l’incarico di ristrutturare il “Teatro Sociale” e dà precise disposizioni per l’esecuzione del progetto. Nel 1810 i lavori sono terminati e nel 1843 Tranquillo Orsi, professore di prospettiva, decora il soffitto, i palchi e l’ampio sipario. I palchetti sono decorati con ritratti di musicisti, commediografi e strumenti musicali nello stile con cui sono stati eseguiti quelli del celebre Teatro “La Fenice” di Venezia. L’appellativo di “Piccola Fenice” venne adottata perché sia il progettista che il decoratore sopraccitati erano gli stessi che realizzarono La Fenice di Venezia.

Fuori già si sentono i tamburini e assieme ai figuranti si preparano per la serata. Noi è Valeria salutiamo gli amici che lasciamo in Piazza Maggiore per continuare la visita e torniamo in camper. Ci rinfreschiamo, ceniamo e assieme alla sera usciamo verso il centro per assistere alla prima parte del PALIO. Arriviamo alle 20,30, ma sono già arrivati i cortei storici e le contrade con tamburini e sbandieratori. Inizia la cerimonia della rievocazione storica dell’atto di donazione che Feltre faceva per entrare sotto la protezione della serenissima.

Le quattro contrade si presentano e si sfidano, la cerimonia è un po’ lunga, si sta in piedi, tanti si sono portati i seggiolini, altri siedono sulle balaustre e sui gradini della piazza. Alla fine della cerimonia, inizia la gara del tiro con l’arco, quest’anno vinta dal quartiere Port’Oria. Non abbiamo capito il motivo del lungo tempo di attesa prima che la seconda gara, la staffetta, avesse inizio un tempo morto che ha stancato le persone più anziane e i bambini presenti in piazza. Finalmente, dopo tanti battiti di tamburo da parte dei tamburini collocati lungo via Mezzaterra dove ci siamo spostati, la staffetta inizia.

La corsa è velocissima ed entusiasmante il tifo dei contradaioli, vince il quartiere Duomo. Si è fatto tardi e ci portiamo in piazza per lo spettacolo pirotecnico, ma una contestazione allunga ancora l’attesa e un altro spettacolo di atleti catalani che formano torri umane, fa si che i fuochi tardino ancora di più.

Molti sono stanchi di stare in piedi e lasciano la piazza, ma le migliaia di persone rimaste, godono di uno spettacolo bello e diverso dal precedente anno. Fuochi ritmati dalla musica, fontane e cascate colorate illuminano la piazza. Torniamo anche noi stanchi al camper che sono le 24,30, ma felici di essere rimasti fino alla fine, ne è valsa la pena. Dopo un’ora arriva un temporale che rinfresca l’aria.

Domenica 5 agosto 2012

All’alba, (9.30) GianVittorio ci chiama: Venite con me ?  Così noi e Gianluca saliamo sul suo Pick Up e andiamo nella mitica birreria Pedavena, una delle più grandi e antiche birrerie italiane. Gianluca non la conosce e GianVittorio fa da guida. E’ ancora chiusa, apre alle 10, ma siamo fortunati, incontriamo il simpatico Sig. Lionello titolare del locale che ci inviati alla visita dei locali e del parco. Giriamo per il parco e entriamo all’interno della birreria, belle le sale pronte per gli ospiti, i menù sono tipicamente tirolesi che ben si accompagnano alla birra. Continuando la visita, vediamo da fuori la sala di cottura dello stabilimento con i  pentoloni di rame che servono per la cottura dei cereali. Davanti alla birreria per i camperturisti un ampio parcheggio utilizzabile anche per la sosta notturna.

Torniamo al parcheggio camper a Feltre e lasciamo Gianluca alla sua famiglia diretta al Duomo per lo spettacolo della mattinata. Noi proseguiamo con GianVittorio per altri 20 Km verso Mel e la sua vallata per andare a vedere il Castello di Zummelle,  unico rimasto nel feltrino dopo la consegna del territorio a Venezia. GianVittorio ci fa notare che la strada si restringe in prossimità del paese per poi proseguire in salita con pendenza 10% e tornanti stretti, specialmente l’ultimo. Questo per dire che la prossima meta è adatta a camper che non superino i 7 metri, incontrare un veicolo in senso opposto, rende necessario fermarsi per farsi strada. Arriviamo così in una area attrezzata sosta camper con corrente. Al momento non usciva l’acqua dai rubinetti, e pertanto abbiamo inviato una mail all’ufficio turistico del comune per avvisare, ricevendo immediata risposta con ringraziamento per la comunicazione e scuse per il disservizio, con  la garanzia di una risposta immediata dopo il controllo. Li vicino anche un’area picnic con barbecue e il castello di Zummelle in alto ad invitarci.

Percorriamo in pochi minuti la stradina fino ad arrivare alla torre che purtroppo troviamo chiusa per manutenzione, Da lassù il panorama sulla pedemontana feltrina e le sue vette è grandioso. Non a caso il castello era utilizzato da una guarnigione con vista su tutte le valli, per comunicare fino a Cesio, dove transitava la via Claudia Augusta, un cippo ritrovato lo conferma.

Facciamo il giro intorno alle mura e torniamo al parcheggio, GianVittorio ci riaccompagna a Feltre e ci lascia, ma noi che non siamo ancora sazi di belle cose, andiamo verso il centro percorrendo il sentiero sul Colle delle Capre che ci porta sopra le mura e dentro la cittadella. Tutti stanno tornando, la S. Messa del Palio è terminata e la sfilata dei figuranti conclusa. Nella piazza Maggiore, assolata,  è in corso la cerimonia del 50° anniversario del gemellaggio con Bagnols sur Ceze festeggiato anche da altri paesi europei, per un totale di 150 persone di lingua diversa.

Saliamo al castello di Alboino, su un colle che sovrasta Feltre. Il maniero è raggiungibile attraverso due vie, una breve salita non lastricata o dei gradini acciottolati Il castello di Alboino, edificato per controllare e difendere la zona, originariamente era costituito da una doppia cortina di mura e da quattro torri angolari. Oggi ne rimangono solo due: la torre dell’Orologio, l’antica entrata, che si affaccia su piazza Maggiore, e la torre del Campanon, un tempo il punto nevralgico per controllare la vallata, oggi emblema della cittadina. Per l’occasione del gemellaggio, è tornato roccaforte con accampamenti e armi in bella mostra all’esterno.

Si sta preparando un rinfresco con le varie specialità dei paesi delle nazioni gemellate. Un tripudio di colori sapori e profumi.

Ci attira ora un angolo del castello con una porta aperta che ci invita ad entrare a vedere le tante opere in ferro esposte. Non capiamo tanto e non osiamo entrare, ma un signore fuori ci parla mentre fotografiamo una vecchia stufa a legna, così capiamo che è casa sua e che il fabbro/artista è lui. Ci invita a vedere la sua collezione: oltre alle sculture in ferro e bassorilievi in rame, ci sono anche dei bei quadri fatti da lui. Quello che ci stupisce è la sua età. 90 anni compiuti !!! non ci vogliamo credere, ma ci mostra la foto con la torta del 90° compleanno, non ne dimostra più di 70 !!! complimenti !!! I quadri e le opere esposte non sono in vendita, saranno i tre figli a decidere cosa fare quando lui non ci sarà più. Se passate di la, non abbiate paura o timore di entrare, il suo nome è Turro Ernesto, fabbro come il padre e artista da sempre.

Ora si torniamo al camper è l’una e il sole brucia… pranzo freddo con insalata e tonno… e chi accende il fuoco con questo caldo !!! Pausa pomeridiana seduti all’ombra delle piante e chiacchierando davanti ad una buona birra Pedavena (BL), un buon bicchiere di vespaiolo doc di Breganze (VI) e ad una focaccia  romagnola.  Siamo in attesa della seconda parte del Palio che sii svolge in Pra del Moro a 50 metri dal parcheggio.

Mezzo ippodromo è al sole e tutti prendono posto all’ombra. Quando entriamo noi alle 17,30 il prato all’ombra è completo, ci mettiamo lungo la staccionata e siamo in prima fila a vedere il corteo degli oltre 1000 figuranti in costume medioevale partito da Piazza Maggiore e che si conclude nell’ippodromo all’uscita dal prato verde.

Iniziano le gare del tiro alla fune che si conclude con il quartiere CASTELLO vincitore. Si attendono ora i cavalli, intanto il sole è calato e si inizia a respirare.

Noi per ringraziare il Presidente del camper club tifiamo per il quartiere PORT’ORIA, i cavalli belli ed eleganti partono dopo due partenze nulle, sono velocissimi, un attimo o poco più ( 1 primo, 10 secondi 42 centesimi di gara) l’ippodromo impazzisce, grande il tifo per tutti, anche i turisti non possono non partecipare.

Vince ancora Castello, è un tripudio festoso. Attendiamo la somma dei punti per sapere chi ha vento il Palio. Castello trappa il titolo alò Duomo che arriva terzo dietro a Port’Oria. Bella festa, certo che il caldo ha reso la giornata impegnativa, siamo stanchi ma contenti per la festa, le belle cose viste e la compagnia di tanti amici che ha reso un altro fine settimana indimenticabile. Un sentito grazie a tutto lo staff del camper club Feltrino Primiero per il gran lavoro svolto.

Francesca e Gastone

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Note:

Area sosta attrezzata in località Pra del Vescovo via Gaggia  a FELTRE (BL) coord.: N.46°1′ 11.9” E.11°32′ 28.7”

Area sosta attrezzata in località Castello di Zummelle nel comune di MEL (BL) coord.: N.46°2′ 3.2” E.19°4’57.0”

Il ritrovo dell’anno precedente con la visita dell’azienda casearia LATTE BUSCHE e dello stabilimento della  BIRRERIA PEDAVENA nel seguente link

 
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