Vacanze invernali in Alto Adige

Vacanze invernali in Alto Adige

Sbrigate le ultime faccende, nel pomeriggio siamo pronti a partire per qualche giorno di vacanza invernale. La prima tappa è Levico terme, cittadina nella Valsugana situata in una conca degradante verso il suo lago. Desideriamo vedere i mercatini di Natale allestiti nel bel parco secolare degli Asburgo, amato e frequentato dalla principessa Sissi.

Moltissime casette di legno con esposti oggetti regalo natalizi, specialità gastronomiche trentine, caldi accessori in lana, non  manca la cioccolata calda, il brulè di vino e di mele, accompagnati dai dolci locali. Il tutto illuminato da tante luci e da un grandissimo albero di natale, manca la neve che avrebbe dato quel tocco in più.

Bello anche il centro storico arricchito da tante luci.

Visualizzazione ingrandita della mappa

 

piazza di Levico Terme

Decidiamo di proseguire verso Bolzano e poi verso Siusi allo Sciliar dove abbiamo prenotato un posto nel campeggio “Alpe di Siusi”. Arriviamo alle 21.30 ma la reception è chiusa, così restiamo nel parcheggio per la notte.

Venerdì 30 dicembre 2011

Il mattino ci spostiamo nella piazzola assegnata. Il camping è quasi pieno, il cielo è grigio e lo Sciliar sopra di noi è coperto dalle nuvole.

Veduta del campeggio Alpe di Siusi con lo Sciliar sullo sfondo

Comincia a nevicare ma andiamo comunque a passeggio fino a Siusi che dista circa 3 Km. attraverso un bel percorso fuori dal traffico. Il paese è carino e animato. Da qui parte la cabinovia che sale ai 2000 metri dell’Alpe di Siusi, Torniamo e prendiamo alla reception del campeggio del materiale informativo. Decidiamo dio acquistare una card che si chiama “3 in 7” a 38 euro a persona che comprende: tre volte all’Alpe di Siusi andata e ritorno con cabinovia o bus e sette giorni di uso illimitato dei trasporti pubblici. Cerchiamo quindi di capire la zona per programmare le giornate a disposizione. Il tempo oggi è variabile e il pomeriggio esce il sole. Il camping è ormai completo, è un po’ lontano dai centri ma ogni 30 minuti passa il bus per ogni direzione. A valle si va a Bolzano e dall’altra parte si continua per Siusi Castelrotto Ortisei e la Val Gardena. I servizi del campeggio sono nuovi, sotterranei e mimetizzati, caldi e pulitissimi. Sembra essere in un Hotel 4 stelle. La luna e le stelle di questa sera fanno ben sperare per domani.

Sabato 31 dicembre 2011

Ci svegliamo alle 8 con il vociare dei bimbi già fuori a correre. Il cielo è grigio, ma ugualmente decidiamo di salire all’Alpe. Alle 10 prendiamo la navetta per la cabinovia, qui saliamo assieme a tantissima gente e superiamo un dislivello di circa 800 metri  in 15 minuti per arrivare all’Alpe di Siusi in un grandioso altopiano con vista sullo Sciliar

Lo Sciliar sullo sfondo

e  sui picchi dolomitici più famosi, in evidenza il Sassopiatto e Sassolungo e il gruppo del Sella. E’ un paradiso della vita all’aria aperta in tutte le stagioni. La neve non è tanta ma sufficiente per farci stare bene l’intera giornata. Le piste da discesa sono perfettamente funzionanti e molto efficienti nei collegamenti, come pure le piste per lo sci da fondo. Noi facciamo una lunga camminata in compagnia di una coppia di veneti conosciuti in loco. Sui percorsi frequentati dalle carrozze trainate dai cavalli, gustando panorami che cambiavano in continuazione a seconda delle condizioni meteo. Abbiamo visto nuvole, nebbia, cadere la neve e anche splendere il sole.

Canederli in brodo

Buoni i canederli in brodo mangiati nella baita Rosa Alpina a un’ora e venti dalla partenza. Abbiamo raggiunto l’hotel Saltria e da qui per il ritorno abbiamo utilizzato il bus gremito di turisti e  sciatori  che rientravano dopo aver sciato in queste  piste  dell’altopiano.  (biglietto compreso in quello della funivia).

Alle 17 siamo nel calduccio del nostro camper. Un po’ di riposo, poi ci si fa belli per l’ultima serata dell’anno. Non andiamo al cenone nel ristorante, troppe portate, cenetta intima così siamo sicuri che domani cammineremo ancora sulla neve.

A mezzanotte grandi feste accompagnano l’arrivo dell’anno nuovo, assieme a scoppiettanti e colorati fuochi d’artificio, che colorano i pendii della montagna, davanti agli alberghi e baite piene di turisti.

Domenica 1 gennaio 2012

Il cielo del nuovo giorno del nuovo anno è sereno e così noi tutti contenti torniamo all’Alpe. Il paesaggio è diverso da ieri, la visibilità data dal sereno e dalle nuvole alte che non nascondono le cime, regalano grandi paesaggi.

Paesaggio sullo Sciliar e pianura col sereno

Rifacciamo la passeggiata di ieri fino alla baita Rosa Alpina (ALMROSEN HUTTE). Oggi strudel di mele e cioccolata calda. Cambiamo il percorso del rientro, gustandoci gli occhi e la mente davanti al massiccio del Sassopiatto e Sassolungo alla luce del sole.

Vista del Sassopiatto e SassolungoIl sentiero è uno dei più belli dell’altopiano (Hans e Paula  Steger), attraversa piccoli  boschi, ruscelli, piste da sci, per sbucare sulla strada asfaltata che da Saltria porta al Compash (punto di partenza della funivia).

sosta in una baita lungo il sentiero Paula

Su un cartello lungo il percorso abbiamo letto che fin dal 1300 ci sono testimonianze dell’uso dell’alpe come alpeggio con produzioni di latticini e foraggio. All’inizio del 1900 si aprì al progresso e al turismo, l’intenso sfruttamento di alberghi e gli impianti di risalita cambiarono l’aspetto dell’Alpe e questo paradiso naturale minacciava di scomparire. Per evitare questo e prevenire il crescente sfruttamento del territorio, nel 1970 un piano territoriale creò l’alpe PARCO NATURALE DELLO SCILIAR.

cartello sugli alpeggi e protezione del parco

Usciamo sulla strada asfaltata e in lontananza vediamo il bus arrivare e visto che siamo un po’ stanchi lo aspettiamo anche oggi per salire. Abbiamo camminato per più di 3 ore.

Al Compash troviamo il tempo per entrare nella nuova chiesa dedicata a S. Francesco, opera consacrata nel 2009. L’alpe di Siusi è considerata l’altopiano più grande d’Europa ed era naturale erigere un luogo simbolo per dire che nella nostra vita c’è Dio che ci ama, la dedica a s. Francesco è semplice, lui vedeva ovunque nella natura tracce di Dio.

Torniamo a Siusi e poi in campeggio, ristorati da una bella doccia, ci godiamo la cena in camper con prodotti locali tra cui pane alle noci e speck, finendo con la torta al cioccolato Sacher; terminiamo la serata con musica, lettura e  relax.

Lunedì 2 gennaio 2012

Questa mattina come previsto è nuvoloso così con calma in tarda mattinata prendiamo il bus e andiamo ad ORTISEI. La vediamo dall’alto ed è una bella visione. Il centro è molto trafficato e anche la zona pedonale. Molti turisti passeggiano tra le vetrine.

Ortisei

Ortisei è cambiata tanto da come la ricordavamo. La galleria pedonale fatta per raggiungere la funivia SECEDA non esisteva e neppure la funicolare che sale per passeggiate in quota a RESCHIESA e discesa con lo slittino lungo i 4 km. Tutto comunque ricorda la vocazione di Ortisei: la scultura. Con veri atelier, botteghe di scultori, statue, presepi, pure la natività nella chiesa è in legno scolpito come pure gli arredi e le statue presenti.

Natività all’interno della chiesa di Ortisei

Non è tanto freddo siamo a zero gradi ma senza sole non è tanto piacevole stare fuori. Dopo una pausa al bar alle 14.30 prendiamo il bus per il ritorno e ci fermiamo a CASTELROTTO, Andiamo in centro, molto bello e caratteristico con la sua torre campanaria notevole, la piazzetta davanti alla chiesa con un’originale fontana.

fontana nella piazza di Castelrotto

Non piove e non nevica come era previsto, riprendiamo il bus e torniamo al camper che è ormai buio. Alle 19 esco e … sorpresa !!! E’ tutto bianco, nevica e non smette fino alle 23.

nevicata del 2 gennaio

Martedì 3 gennaio 2012

E’ tutto sereno ed è uno spettacolo ! questa mattina, prima si spala la neve attorno al camper e poi si torna all’ALPE.

la nostra piazzola sistemata dopo la nevicata

Il bus che arriva da FIE’ ALLO SCILIAR  è già pieno e ci pigiamo un po’ fino alla stazione della funivia. Quanta gente stamane !!! moltissimi sciatori giornalieri attirati   dalla bella giornata di sole sono lì in attesa di salire  davanti alle biglietterie Noi per fortuna il biglietto ce l’abbiamo, quindi niente fila e passiamo subito il cancelletto e in 15 minuti arriviamo in paradiso …. Altro spettacolo !!!

panorama all’Alpe di Siusi dopo la nevicata della notte

Oggi  scegliamo il percorso più a valle. Abbiamo con noi le ciaspole e le mettiamo per la prima volta in questa stagione invernale. Tutto meraviglioso, un’apertura di panorama a 360° dallo Sciliar ai gruppi dolomitici più famosi, tutto candido… una grande emozione camminare in mezzo a tanto bianco e a volte a essere i primi a lasciare le nostre orme sulla neve!!!

sulla neve fresca con le ciaspole

Angoli di panorami diversi a ogni curva o salita. Non si possono descrivere !!!! Speriamo che qualche foto possa dare l’idea.

piccola sosta davanti al Sassolungo Sassopiatto

inizio della ciaspolata con lo Sciliar sullo sfondo

Francesca e Gastone

parte finale della passeggiata

Anche oggi dopo tre ore di cammino, appena vediamo il bus sulla strada lo prendiamo per facilitarci il rientro al COMPASC. Gustiamo un bello strudel con vaniglia davanti al tramonto del sole sullo Sciliar.

funivia alpe di Siusi

Riprendiamo la funivia per l’ultima volta e ritorniamo a Siusi che è ancora illuminata dal sole. In poco più di mezzora siamo passati dal paesaggio dell’Alpe al campeggio dove ci aspetta il nostro camper caldo e accogliente. Dopo una doccia rigenerante sugli ottimi servizi del campeggio cena in camper con prodotti tirolesi, quindi un po’ di chiacchiere su FB lettura e ascolto musica prima di andare a letto.

Mercoledì 4 gennaio 2012

Come cambia in fretta il tempo ! anche se era previsto, ci stupiamo del cielo grigio di questa mattina. Oggi avevamo programmato una breve passeggiata ai laghetti di Fiè e così alle 10,30 partiamo. Il sentiero per i laghi, parte appena fuori dal campeggio ed entriamo subito nel bosco.

sentiero verso il laghetto di Fiè allo Sciliar

Gli abeti sono ancora carichi di neve ed è un bel vedere! Il sentiero è vario, e dal bosco si passa a degli spazi aperti con bei panorami verso lo Sciliar. In appena 30 minuti arriviamo al primo lago. Lo stanno pulendo dalla neve fresca per ripristinare il pattinaggio su ghiaccio. In estate sarà bellissimo, dicono che si fa il bagno, ma in questo momento non riesco ad immaginarlo.

laghetto di Fiè allo Sciliar ghiacciato

Ci facciamo il giro attorno e poi prendiamo il sentiero per il secondo laghetto che ci appare dopo 5 minuti di sentiero sempre in mezzo al bosco. E’ più piccolo del precedente ma anche questo sarà molto carino in estate ! ora è una bianca distesa di neve con i chioschi chiusi, i pontili e i trampolini per i tuffi che appaiono proprio strani a 50 cm dalla superficie innevata.

secondo laghetto di Fiè allo Sciliar

Continuiamo seguendo il sentiero verso san Costantino e in 30 minuti ci troviamo nella strada davanti al camping. Siamo stati 3 ore a bighellonare e ora ci facciamo un bel risotto ai funghi e speck. Alle 14 è pronto ed è molto buono !

Lo Sciliar al pomeriggio

Il cielo si sta rasserenando ed è meglio uscire al sole. Prendiamo il bus n. 2 e andiamo a Fiè. Bel borgo, ci piace l’aria tirolese del centro che insieme al vociare degli abitanti in tedesco, ci fa riflettere ancora una volta per dire quanto sia strano tutto questo a sole 3 ore di auto da casa.

Fiè allo Sciliar

E’ un altro mondo di usi e costumi e ci sentiamo all’estero; ma si sta bene e si parla anche l’italiano se pur con accento tedesco.

E’ tutto sereno e tira aria proprio fredda ! riprendiamo il bus e torniamo al calduccio del nostro camper… è buio !

è un po’ freddino

Giovedì 5 gennaio 2012

Anche questa mattina il cielo è grigio e ci sorprende, è attesa ancora neve. La temperatura nella notte è scesa più del solito ora il termometro segna -4.

Decidiamo di partire, il meglio lo abbiamo visto e desideriamo vedere dell’altro. Dopo aver sistemato il camper lasciamo il campeggio e ci dirigiamo verso Ortisei. Lo rivediamo vestito a festa, con un candido manto bianco che non aveva tre giorni fa. Proseguiamo lungo la Val Gardena, passando per i paesi del fondo valle, a Selva di Val Gardena notiamo appena fuori dal paese un punto sosta camper e poco più avanti sul parcheggio della funivia Plan del Gralba un altro.

verso i Passi Dolomitici Sella e Pordoi

Cominciamo la salita verso il Passo Sella e proprio sotto i primi tornanti altri camper in parcheggio. La salita è dura, ci troviamo tra il Sassolungo, tanto ammirato dall’Alpe, al massiccio grandioso del Sella. La strada è pulita e la neve poca, appena 15-20 cm. che in gennaio  oltre i 2000 metri non è nulla !

al Passo Sella

Al passo un forte vento gelido muove la neve in vortici, che rendono freddo solo a vederli, ma siamo a 2 gradi sotto zero. Oltre il passo, la strada è bianca e ghiacciata, certamente non è consigliabile affrontare questi passi dolomitici senza adeguate gomme, noi montiamo le “termiche” che cambiamo ad inizio stagione e ci fanno stare tranquilli.

Passo Sella

Il panorama sulla Val di Fassa è grandioso, la luce non è bella, manca il sole, ma il panorama ci regala comunque grandi emozioni. Il paesaggio è a tratti siberiano, decidiamo al bivio per Canazei e il Passo Pordoi, di rivivere l’emozione di transitare per il passo d’inverno, molto suggestivo e gelido. Il paesaggio è tutto è in bianco e nero e raggiunto il Passo non siamo invogliati ad uscire, un forte vento muove la neve ghiacciata e vediamo in difficoltà gli sciatorio presenti che aspettano in bus.

Sassolungo e Sassopiatto dalla strada del Pordoi

Torniamo verso valle, ammirando il Sassolungo e il Sassopiatto da un’altra angolazione e dopo 15 km arriviamo a CANAZEI.

ingresso a Canazei

Il camping Marmolada è pieno e pure il parcheggio della funivia, proseguiamo e ci fermiamo appena fuori dal paese in direzione Moena, in un parcheggio privato di una discoteca e pranziamo. La radio trasmette canzoni tirolesi e con il nostro pane di segala con semi di anice, speck e dolci locali ci sentiamo in sintonia. Svanita l’idea di fermarci a Canazei, prendiamo in mano la cartina stradale e decidiamo il da farsi. Il tempo è stato clemente finora, ma le nuvole ora si stanno facendo più scure; dopo aver sentito le previsioni meteo, decidiamo di scendere a valle e scegliamo la strada  che circoscrive il parco naturale dello Sciliar e Catinaccio e prendiamo la strada per il Passo di Costalunga, molta gente sta ancora sciando, e come previsto inizia a cadere qualche fiocco di neve.

Lago di Carezza ghiacciato

Proseguiamo verso il LAGO DI CAREZZA a noi tanto caro perché ci ricorda il lontano 1977 quando lo abbiamo visto per la prima volta assieme. Certo ora è ricoperto di neve e il cielo è grigio, certo… non è bello come d’estate. Nevica… e cominciamo a scendere, lasciamo le Dolomiti e puntiamo su Bolzano nel punto sosta in località Oltre Isarco nei pressi del Cimitero, servito da bus per il centro (il n. 2). Sono le 17 e usciamo verso il centro storico a piedi, oggi non abbiamo mai camminato, allunghiamo un po’ il percorso e arriviamo a Piazza Walter dopo un’ora di buon cammino.

Bolzano Piazza Walter

Bello il centro, illuminato ancora per poco, con i negozi molto accattivanti che offrono sconti e così anche noi ne approfittiamo.

Bolzano passeggiata nel centro storico

Stiamo decidendo di entrare un una pizzeria, quando inizia a piovere e siamo senza ombrelli…. Corriamo alla fermata del Bus appena vista in Piazza e saliamo sul n. 2 che va verso Bronzolo. La pioggia diventa neve e all’arrivo al camper lo troviamo tutto bianco. Sono le 19.30 ! cosa faccamo ? Era nostra intenzione passare qui la notte, ma decidiamo di puntare verso casa e così partiamo. Fino a Pergine e Levico, la pioggia e mista a neve, ma poi smette. Arriviamo a casa alle 22,30 rimpiangendo un po’ la bella montagna tutta bianca, ma siamo contenti di essere a casa e che tutto sia andato bene. Lo siamo ancora di più al mattino del giorno seguente, quando sentiamo il bollettino meteo che da per chiusi per bufera di neve i passi che abbiamo percorso ieri.

Francesca e Gastone

note:

Camping Alpe di Siusi / Seiser Alm

Via S. Costantino 16/A
39050, Fiè Allo Sciliar (BZ)
GPS: N 46° 32′ 0.3” – E 11° 32′ 1.26”
Tel. +39 0471 706459 Fax. +39 0471 707382
Internet: www.camping.it/altoadige/seiseralm – www.camping-alpedisiusi.com
E-mail: seiseralm@camping.it – info@camping-alpedisiusi.com
Area sosta camper a Bolzano:

in Via Maso della Pieve.

Coordinate GPS: N 46°28’25’’- E 11°20’13’’

Curiosità:
La zona di Fiè, Siusi e Castelrotto  oltre per le bellezze paesagistiche è rinomata per la storia delle streghe. Numerose leggende narrano la presenza di streghe nella zona di Siusi. In particolare nella zona della Bullaccia vi sono formazioni rocciose denominate “le panche delle streghe”.Alcuni ritrovamenti fanno pensare che questa zona fosse un luogo di culto neolitico, mentre la tradizione tramanda che qua si sedesse la strega più vecchia di tutto lo Scilliar. Anche la pista di sci ed il vicino skilift sono intitolate alle streghe.
Nei loro viaggi notturni le streghe dello Sciliar amano riunirsi nei pressi delle panchine prima di lanciarsi in un’orda compatta verso la montagna, sorvolando con grida sfrenate l’Alpe di Siusi. Le streghe di tutta la zona si ritrovano a festeggiare in folli raduni soprattutto il giovedì, sullo Sciliar. Sulle panchine preparano le tempeste più violente e più antiche. Sedute lì, fanno apparire nuvoloni neri carichi di tuoni e fulmini, e persino nubi gialle gravide di grandine, che dallo Sciliar, dal Corno del Renon e dalla Val Gardena si trascinano lente sopra Castelrotto, Siusi e Fiè. Se non si riesce a far suonare in tempo le campane, un temporale infernale si scatena su tutta la zona, provocando enormi danni.
Le streghe dello Sciliar, come viene raccontato ancor’oggi, si incontravano ogni giovedì sullo Sciliar, la montagna-simbolo dell’Alto Adige. Arrivavano da ogni dove,  in sella alle loro scope e forche per partecipare ai loro riti e danze. E per preparare tremendi temporali. Da Compaccio il sentiero dei Turisti porta al famosissimo dorso dello Sciliar, da dove un tempo le streghe dello Sciliar usavano preparare i loro terribili riti e spaventare i poveri contadini sia all’Alpe che in valle. Il Versante a Nord dello Sciliar si dilunga su svariate curve lungo lo Sciliar. Coloro che trascorrono l’estate all’Alpe di Siusi incontrerà genziane, Edelweiss e altri fiori tra cui anche le “streghe dello Sciliar” come vengono amorevolmente chiamati gli  spilloni alpini, fiori dal colore rosa.
Anche sul Bullaccia le streghe dello Sciliar  hanno lasciato le proprie tracce. In alto sulla valle svettano le Panche delle Streghe. Qui le streghe usavano risposarsi prima di recarsi sullo Siliar. Anche tra gli escursionisti le Panche delle Streghe sono molto amate. Presso le Panche rocciose di porfido si schiudono delle bellissime vedute sulla Val Gardena e il paese di Castelrotto. Un sentiero semplice adatto a tutte le famiglie, sul versante sud del Bullaccia porta alle Panche delle Streghe.  A pochi minuti di cammino dalla stazione a monte della cabinovia Alpe di Siusi,  in direzione Saltria, ci si imbatte nel grande masso “Tschonstoan” (Tschonstein): il Leggendario Kachler Hans, un giorno in preda all’ira gettò il pesante masso dallo Sciliar in direzione dell’Alpe di Siusi, nel luogo da dove è possibile ammirarlo ancor’oggi. Coloro che percorrono la strada in direzione Saltria potranno ammirare il masso Tschonstoan, un reperto di 15.000 anni fa, sulla propria sinistra. Molto bella anche l’escursione alle “Sorgenti delle Streghe” pari a ca. 2 km. Il sentiero avventuroso e a piedi nudi accompagna grandi e piccini attraverso il “Bosch Curasoa”, il bosco terapeutico – così denominato perché gli vengono attribuite proprietà curative grazie alle sorgenti di zolfo qui presenti. Un tempo in questo bosco vivevano delle streghe buone che utilizzavano i propri poteri magici per aiutare sia gli uomini che gli animali. Le streghe hanno abbandonato il bosco ormai da lungo tempo; vi è rimasta solo la strega Curadina che accompagna i visitatori nella guida al Bosco.
 
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