Un fine settimana sulle Dolomiti Bellunesi

Un fine settimana sulle Dolomiti Bellunesi

Venerdi 15 luglio 2011

La settimana lavorativa è terminata e questo fine settimana sarà destinato alla vacanza e non al lavoro come quello precedente.

Questa aspettativa ci ha aiutato per tutta la settimana e ora è arrivato il momento.

Il camper è sempre pronto a partire, dobbiamo solo caricare qualche cambio di vestiario e riempire il frigo. Tutto il resto è già al suo posto.

Nonostante questo, la partenza avviene in tarda serata, anche perché Gastone è andato in ospedale per una visita a un familiare. Cena, sistemazione delle ultime cose ed eccoci finalmente in camper, motore acceso e navigatore impostato su Alleghe.

Sono le 22:30 … partenza !!!

Visualizzazione ingrandita della mappa

Tutto bene, si viaggia tranquilli fino a Feltre, poi sotto un diluvio arriviamo al parcheggio camper di Alleghe, che si trova appena fuori dal centro. Entriamo e ci sistemiamo nel primo posto libero che troviamo spegnendo immediatamente il motore per non creare disturbo. E’ mezzanotte passata, oggi è il 16 luglio giorno del nostro 34° anniversario di matrimonio. Iniziamo a festeggiarlo con un bacio, un regalino e subito a nanna!

Sabato 16 luglio 2011

Ci svegliamo alle 9:00 in una giornata splendida e limpidissima. La temperatura non è molto alta, si sta bene coperti. Partiamo subito verso Misurina , dove è nostra intenzione parcheggiare e salire sul monte Piana. Ci fermiamo al Passo Giau per fare colazione, la giornata è splendida e il panorama superbo. Usciamo per fare delle foto, è un po’ freddino 12°, ma ne vale veramente la pena.

Passo Giau (Belluno)

Il parcheggio del Passo è già al completo. Tanti i turisti in abbigliamento da montagna che partono per le escursioni a piedi. Dopo la colazione e un caffè nel bar del Passo riprendiamo la nostra marcia verso Misurina, passando per Cortina e poi per il Passo Tre Croci, dove domenica abbiamo appuntamento con il gruppo Amici della Montagna di Zugliano per una escursione su Sorapis.

 

 

 

Area sosta camper a Misurina (Belluno)

Arriviamo al parcheggio camper di Misurina alle 12,20. Tanti i camper parcheggiati che probabilmente hanno trascorso qui la notte, alcuni più che in sosta sono in campeggio con verande aperte e panni stesi… non proprio bello da vedere. Paghiamo la sosta che per i camper non è frazionabile, 12 euro in moneta per 24 ore. (con acqua e scarico)

Dopo aver pranzato in camper, partiamo per la nostra escursione sul Monte Piana, il monte che delimita il confine tra Trentino e Veneto, un tempo tra impero Austroungarico e Italia.

Cappella sul Monte Piana nei pressi del Rifugio Angelo BOSI

Qui nella prima guerra mondiale ci sono stati 14000 morti. Di cui molti anche per il freddo (all’inverno anche -40°).La cima è raggiungibile su una comoda strada parzialmenete asfaltata, la quale però è stata chiusa al traffico dal 1998, anche per le biciclette, e porta direttamente al rifugio Angelo Bosi. È comunque disponibile un servizio navetta che dal lago di Misurina, risale la tortuosa ex-strada militare italiana, che nel tratto finale è stata addirittura scavata nella roccia.

 

 

 

campo di battaglia italiano al monte Piana

Sulla sommità del monte Piana un museo storico all’aperto, unico nel suo genere, realizzato nel 1977, per opera del Colonnello austriaco Walter Schaumann. con trincee, postazioni, gallerie italiane, poco distante sul monte Piano, trincee, postazioni e gallerie austroungariche. Il paesaggio da quassù è veramente unico, peccato che il tempo si sia un po’ guastato nel pomeriggio. Non piove ma molte cime risultano coperte e non visibili, ogni tanto le vette compaiono e allora il posto sembra cambiare…

 

Croce di Dobbiaco sul monte Piano (campo di battaglia austroungarico) che domina la valle con il Lago di Landro in direzione Dobbiaco (Bz)

Camminiamo sulla sommità di questo pianoro, con ancora le cicatrici dei bombardamenti passati, passiamo da una postazione all’altra da un monumento all’altro fino ad arrivare alla Croce di Dobbiaco posta sul bordo del precipizio proprio sopra il lago di Landro a dominare la vallata che porta a Dobbiaco.

Sono quasi le 16:00 il tempo si guasta e qualche goccia di pioggia inizia a cadere, ritorniamo quindi alla partenza al rifugio Bosi dove con il taxi scendiamo velocemente al parcheggio, Facciamo appena in tempo ad entrare in camper che inizia a piovere a dirotto.

 

panorama dal Monte Piana verso il lago di Misurina con il Sorapis

Riflettiamo su ciò che abbiamo visto e cerchiamo di immaginare la vita dei giovani alpini italiani e anche quelli austriaci. Noi ammiriamo i panorami e loro difendevano i confini sparandosi solo per difendere gli amici e sperare di tornare a casa, come rispondeva Mario Rigoni Stern alla domanda se avesse mai ucciso.

Dopo non molto un camper in arrivo attira la nostra attenzione, è il nostro amico e concittadino Corrado con la moglie Danila, anche lui qui per la passeggiata di domani con il GAM.

 

Ci salutiamo e scopriamo che anche loro si trovavano ad Alleghe il venerdi sera, solo che loro sono partiti per una escursione sul Civetta prima che noi ci svegliassimo. Ci diamo appuntamento nel dopo cena al Passo tre Croci, per essere pronti alla passeggiata di domani.

Partiamo verso le 20,30 e nel parcheggio del passo Tre Croci, troviamo il loro camper e qualche auto di qualche persona che sarà sicuramente in qualche rifugio alpino. Parcheggiamo e ci riuniamo in un camper a gustare una tisana e raccontarci le nostre ultime esperienze, loro il Civetta e noi il Giau e il monte Piana.

Alle 22:30 tutti a nanna.

Domenica 17 luglio 2011

partenza della escursione al Passo Tre Croci

E’ mattina e ci svegliamo con il vociare di qualche escursionista sceso dalle macchine che stanno riempiendo il parcheggio. Il nostro amico Corrado è già fuori e appena apriamo ci guarda come per dire, siete in ritardo ! Facciamo colazione con calma, nel frattempo arriva un amico camperista di Merano che è stato informato dal presidente del Gam sulla nostra posizione e ci salutiamo. Attendiamo ora l’arrivo del bus e di alcune auto al seguito per la passeggiata sul SORAPIS. Il tempo non è dei migliori, non piove, ma le nuvole coprono tutte le vette. Alle 9,30 come previsto arrivano i primi amici e subito dopo il Bus. E’ una festa !!! saluti, sorrisi, qualche scambio di battute… poi si suddividono i gruppi: chi vuole fare il percorso più impegnativo e chi vuole raggiungere la meta col percorso più breve.

In breve tutto è pronto e si parte ! noi scegliamo il percorso più impegnativo, ma solo perche lo pensavamo più facile…

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Col il capogruppo Agostino, prendiamo il sentiero che ci porterà alla forcella Marcoira. (o Malquoira a m. 2307) Dal Passo ci dirigiamo verso la vicina Cappella (anno 1905) e imbocchiamo una stradina non asfaltata che, in moderata salita, prosegue in un bosco di conifere e attraversa il Ciampo MarzoAi lati notiamo diversi cespugli di rododendro e i fiori del botton d’oro. A 2005 m., all’altezza di una curva, lasciamo la mulattiera e per sentiero saliamo un breve canalone dentro il bosco molto ripido.

 

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Sbuchiamo a m. 2080 su un’amena valletta (1 ora); da un dosso vicino si dovrebbe aprire il panorama sulle Tofane e il Cristallo, ma non vediamo nulla. Attraversiamo la verde valletta, quasi pianeggiante, fin dove il sentiero ricomincia a salire stretto in mezzo a massi verdeggianti e cespugli.

in cammino sui ghiaioni verso la Forcella Marcoira

 

 

 

 

Seguiamo a sinistra il sentiero 216, mentre di fronte si innalza la massa delle Cime di Marcoira che non vediamo, se non a tratti, ci avviciniamo alle pareti, superiamo un’ampia conca e puntiamo verso i ghiaioni. Superiamo un canalone innevato e ci innalziamo sulle ghiaie, arrivando allo sbocco della Forcella di Marcoira Il canalone che scende dalla forcella è molto ripido.

 

 

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Appena ci appare dopo la curva, restiamo a bocca aperta chiedendoci se mai saremmo arrivati in cima, facendoci coraggio pensando a cosa avremmo visto da lassù.

 

 

 

 

 

 

in salita verso la forcella Marcoira

Un serpentone rosso sale lentamente a zig zag guadagnando un metro dopo l’altro Si fa fatica , il cuore batte forte, ci fermiamo per prendere fiato e guardare in alto e poi in basso , salendo stiamo attenti a non smuovere i sassi, che potrebbero rotolare sulle persone che stanno salendo. Alla fine sbuchiamo sulla Forcella Marcoira a m. 2307 , dalla quale lo sguardo spazia sulla nebbia e le nuvole.

Forcella Marcoira

 

 

 

 

 

 

 

 

Di fronte a noi scorgiamo il sentiero che scende nel Ciadin per poi risalire  il tratto in cengia che dovremo superare.

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La cengia è comoda e larga ed attrezzata con una fune e non presenta difficoltà.La nebbia e le nuvole non ci permettono di renderci realmente conto di dove siamo e risaliamo alcune roccette attrezzate con fune e siamo così al varco del Loudo.

 

 

 

 

 

IL lago Sorapìs e il rifugio Vandelli escono dalla nebbia

 

Cominciamo a scendere in mezzo ai mughi mentre appare in basso all’alzarsi della nebbia, prima il Rifugio Vandelli e poi il lago e il circo del Sorapiss. Il sentiero scende molto ripidamente e in certi punti sono necessarie le mani per essere più sicuri di non scivolare.

 

 

 

 

Rifugio Alfonso Vandelli 1926 m.

 

Raggiungiamo il sentiero 215 percorso dal resto del gruppo e a destra risaliamo brevemente verso il Rifugio (poco più di 4 ore dalla partenza), ci meritiamo una prolungata sosta e per il pranzo al sacco ci dirigiamo verso il vicino laghetto.

 

 

 

 

 

Il Lago del Sorapiss con la sua caratteristica colorazione turchese opaco, adagiato su questo circo alla base delle pareti, tra cui il caratteristico Dito di Dio ci emoziona.

lago Sorapis con il Dito di Dio

Dal circolo glaciale Nord partono le acque che alimentano il meraviglioso lago, scavato nella roccia e privo di emissari superficiali, le cui acque raggiungono per via sotterranea la grande soglia rocciosa del ripiano glaciale, Da ogni parte si guardi si è incantati dal colore e dalla cornice del lago oggi impreziosita dalle nostre magliette rosse che stanno proprio bene !

Mangiare un panino seduti davanti a questa meraviglia non ha prezzo ! Credo che tutti siano rimasti entusiasti, stanchi ma felici di esserci.

 

 

cascata del “il Piss”

 

 

Dopo questa pausa ristoratrice in tutti i sensi riprendiamo il sentiero verso il Passo tre Croci. Alla nostra destra scorgiamo la cascata del ” il Piss” che esce sonante direttamente dalla roccia; da detta cascata è derivato il nome della montagna “Sora el Piss”.

 

in fondo alla vallata si scorge il Lago di Misurina

 

Arriviamo in un tratto in cengia, dove il sentiero è assicurato da una corda, e poco dopo incontriamo un altro pezzo di fune. Scendiamo velocemente fino ad un salto, agevolato da due rampe di scale in metallo. Mentre camminiamo alla nostra destra si allunga la bella piana di Misurina con i monti circostanti in parte coperti. Il sentiero corre sotto le cime di Marcoira sempre in mezzo ai mughi.

 

 

 

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Ora cominciamo ad entrare nel bosco, fino a che il sentiero diventa più largo fino a trasformarsi in carrareccia. Inizia a piovere, ma non ci spaventa, siamo attrezzati e ormai siamo quasi arrivati al Passo, e in breve eccoci al parcheggio. Un saluto veloce a tutti e poi tutti sul bus, sulle macchine e sui camper.

Siamo certamente un po’ stanchi ma molto soddisfatti di ciò che abbiamo fatto. Grazie al Gam e ad Agostino che ci ha fatto da guida siamo arrivati dove non avremmo mai pensato di arrivare.

 

Il gruppo da forza e motiva a continuare tutti assieme, scherzando sulle nostre difficoltà. !!! Peccato un po’ per il tempo, ma vorrà dire che ritorneremo in una giornata limpida per gustare i panorami che non abbiamo potuto vedere.Ancora una volta grazie al GAM e ad  Agostino che ha scelto il percorso

Il rientro per Cortina ci riserva la delusione del traffico intenso e della lunga coda di auto. Noi e il camper dei nostri amici ci fermiamo in un parcheggio per cenare in attesa che la coda di auto scompaia. Ripartiamo dopo un paio d’ore anche se la coda non è ancora completamente dissolta. Passato Longarone la strada è libera e arriviamo a casa alle 24,00. Un po’ stanchi ma felici del fine settimana appena terminato.

Ci ha stancato di più restare in coda in auto che camminare in coda al gruppo ….

Gastone e Francesca

 
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