Souvenir mon amour

Souvenir mon amour

Se avete letto il titolo e cliccato per leggere l’articolo ci siete cascati in pieno! Vi ho scoperti, siete anche voi dei souvenir addicted, in cerca di conforto, da altri che condividono la stessa croce.

Tanto per sparare sulla crocerossa…vi portate a casa i monumenti in miniatura di tutti i luoghi che avete visitato? Avete almeno una torre di Pisa o un Campanile di Giotto meteopatici? Andate fieri della vostra mensolina con le palle di vetro? Ammettetelo siete affetti da narcisismo post viaggio: dovete assolutamente portarvi a casa un ricordino da mostrare.

Mamma, me lo compri un ricordino? Fa mio figlio tutte le volte che usciamo di casa, anche se è solo per fare la spesa. Si sa, i bambini hanno la memoria corta e niente meglio di un regalo, fissa nelle loro testoline viziate un luogo dove sono stati. Allora in questi casi è utile acquistare oggetti che anche a distanza di anni ricordino il viaggio compiuto insieme. Una Barbie o una macchinina qualsiasi sarebbero assai diseducativi, meglio una bambola di porcellana con il costume tradizionale o un carretto siciliano, oggetti “ingiocabili” sì, ma di sicuro memorabili (soprattutto per voi mamme quando vi dovrete ricordare di spolverarli).

Ahimè è vero, il souvenir è nella sua essenza un oggetto statico, destinato a rivestire suo malgrado il ruolo di soprammobile. Anche il cosiddetto oggetto utile ha una vita un po’ controversa: quante volte avete provato a riusare quelle splendide tovagliette tirolesi tessute a telaio? Confessate, le avete messe in tavola una volta sola, quando avete invitato gli amici per una fonduta al ritorno dalla settimana bianca. Per non parlare della maglietta con su scritto saluti dalla Costa Azzurra, la portate solo quando imbiancate casa e ormai le chiazze di vernice hanno quasi ricoperto la scritta.

Va un po’ meglio nel settore del souvenir gastronomico, ma solo per beni non reperibili. Ok ai capperi di Pantelleria (vi faranno ricordare per tutto l’inverno una splendida estate), la Feta greca invece consumatela per favore nel viaggio di ritorno.

Last but not least. A tutti i collezionisti di sassi e sabbia del mondo: uniamoci in una confederazione e creiamo un raduno annuale per esporre le nostre collezioni o usarle per fini umanitari…magari per salvare qualche spiaggia in via di estinzione.

 
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