Salone del Camper 2011: quante domande

Salone del Camper 2011: quante domande

Perché un camperturista dovrebbe trascorrere uno degli ultimi weekend estivi al Salone del Camper di Parma? In questi giorni abbiamo cercato di rispondere a questa domanda…ma ad essere sinceri non siamo riusciti a darci una risposta. Cosa ci porta a scegliere la fiera invece del mare, o della montagna, o di una sagra? Una necessità o un sogno? La voglia di sapere cosa c’è di nuovo o una vera necessità di acquisto?
Si tratta comunque di scelte più legate al camper che al turismo…perchè usciti dalla fiera c’è ben poco da fare, se non salire sul bus navetta, direzione città. L’intrattenimento per chi si è fermato oltre l’orario della fiera, non è stato dei più gaudenti, tanto che abbiamo incontrato più camperturisti fuori a chiacchiera sotto le proprie verande, che nel padiglione riservato al self service e agli spettacoli che, mezzo vuoto com’era, sembrava ancora più enorme.

[singlepic id=3478 w=320 h=240 float=left]Certo lo sforzo è apprezzabile, soprattutto in confronto alla scarsa accoglienza dello scorso anno, ma ancora ben lontano da una qualità accettabile. Insomma, non si può pensare che chi è abituato a trattarsi talmente bene da portarsi sempre appresso le comodità di una casa, possa rimanere contento di un pasto da mensa scolastica, al costo di una cena al ristorante.
Ma il camperturista è generalmente un essere umano dotato di un certo spirito di adattamento, abbiamo visto cene luculliane allestite nello spazio minimo di due camper affiancati, gazebo musicali e danserecci, caffè con chiacchiere incorporate un po’ ovunque nei parcheggi con e senza allaccio elettrico. Certo che dei gruppi di Rom se ci fossero stati, si sarebbero mimetizzati abbastanza bene in quella bagarre di camperisti a briglia sciolta, incollati l’uno all’altro nei parcheggi con la corrente, ma anche nei piazzali sterrati nei pressi della ferrovia e  dell’autostrada.
[singlepic id=3485 w=320 h=240 float=left]Niente di più lontano dal concetto di vita all’aria aperta, anche se il caldo e la grande quantità di mosche continuavano a ricordarci che in fondo eravamo pur sempre in campagna.
In fiera invece regnava un serafico ordine, tutto il contrario della baraonda dello scorso anno. Padiglioni nuovi, bar lustri, bagni impeccabili, spazi ordinati, piante e moquette, nel tentativo, per altro quest’anno meglio riuscito, di trasformare una fiera in un vero Salone.
Ma allora c’è qualcosa che non torna… Dentro mi metto il vestito buono e fuori mi spapagno? Perché sicuramente è questa l’immagine del camper che viene fuori dal salone.
[singlepic id=3465 w=320 h=240 float=left]Ma lasciamo stare la forma e veniamo al sodo, ovvero al contenuto: cosa c’era di bello da vedere a Parma? In sostanza le stesse cose dell’anno scorso, ma messe meglio e con meno folla davanti …a sentire gli stessi espositori durante la scorsa edizione non riuscivano nemmeno a parlare com le persone da tante che erano. Quest’anno invece con meno gente e più spazio la fiera sembrava mezza vuota…ma anche i parcheggi esterni lo erano. Allora perché i camperturisti hanno disertato la fiera? E a giudicare dalla scarsa quantità di auto lo hanno fatto anche i simpatizzanti…Forse memori della triste esperienza dello scorso anno non hanno osato ripresentarsi? O sapevano già che era la solita minestra riscaldata e con qualche cucchiaio di parmigiano in più? O forse dovremmo dire prosciutto? Per cui mentre dentro l’associazione produttori e l’ente fiera di Parma si chiedevano “ma dove sono tutti?”,  fuori la gente si chiedeva perché mai avrebbe dovuto pagare il biglietto per vedere quello che ormai può vedere tutti i giorni su internet o dal concessionario che si trova a 10 km da casa. Nemmeno la possibilità di uscire in camper a 99 euro ha fatto gola…il camper costa come una camera  d’albergo avranno pensato in tanti…allora perché sbattermi tra serbatoi, scarichi e batterie, quando l’alternativa a pari costo è il servito e riverito? Vagliela a spiegare che in camper è tutta un’altra vacanza…andate sulla pagina di Turismo all’aria aperta in cui si parla dell’iniziativa ..http://www.turismoallariaaperta.com/2011/07/27/vieni-al-salone-ed-esci-in-camper-a-99-euro, .accanto c’è un banner che dice  “vai in hotel con lo sconto del 70%” …quando si dice la pubblicità comparativa…senza considerare che acquisti un voucher ma non lo puoi  utilizzare per i ponti…Insomma è naturale sentirsi presi in giro…
E non è finita qui: poco oltre nei pressi del mega stand della rivista che rappresenta la massima espressione del turismo all’aria aperta, cosa trovo?
Il merchandising a pagamento.
[singlepic id=3472 w=320 h=240 float=left]Qualcuno mi dovrebbe spiegare perché dovrei pagare   per fare pubblicità a qualcuno…o meglio perchè dovrei pagare salato un oggetto che trovo identico e a un prezzo decisamente più basso in qualsiasi grande magazzino. Ci hanno preso per grulli?
Ma veniamo ai camper…a  parte che alle offerte fiera non ci crede più nessuno …cosa ci dovrebbe spingere a sederci ad un tavolo per spendere dai 40.000 ai 100.000 euro in media, ovvero i nostri sudati risparmi, così come se niente fosse? Il visino annoiato delle hostess assunte per 10 giorni? O quello affabile e bonario dei venditori di professione, che devono a tutti i costi vuotare il piazzale stracolmo di invenduto?
Insomma guardiamoci negli occhi e diciamocelo una volta per tutte: qui siamo tutti sulla stessa barca, consumatori frenati e venditori a caccia di prede, tutti sull’orlo di una crisi di nervi. Serve a poco consolarsi con una fetta di culatello, sarà anche buono, ma non serve a togliere  né l’ansia di comprare, né l’ansia di vendere.
[singlepic id=3463 w=320 h=240 float=left]C’è bisogno di qualcosa di più, c’è bisogno di rilassarsi, di prendere le cose alla leggera, di godersi un po’ la vita prima di prendere decisioni importanti. Il camper non è solo un bene di consumo, o una voce di fatturato, ma uno stile di vita e come tale va presentato. Può piacere o non piacere, ma certo è che è un mezzo che di per sé comunica qualcosa: benessere e relax, avventura e scoperta, condivisione di esperienze e culture, amicizia.
Vuoi improvvisare una partenza appena hai un momento libero?
Ti serve un camper
Vuoi avere anche in vacanza le stesse comodità di casa tua?
Ti serve un camper
Vuoi vivere delle belle esperienze di viaggio in famiglia e con i tuoi animali?
Ti serve un camper.
Insomma ci sono tanti motivi per volere un camper ed essere disposti ad investire in una casa su ruote invece che nel buon vecchio mattone. Quello che serve, e che al momento purtroppo manca, è qualcuno che ce lo spieghi o che almeno ce lo faccia intuire.
E quando finalmente ci saremo dati una risposta a queste domande passeremo a quella successiva: che tipo di camper ci serve?

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