Sax: quando le scarpe sono a prova di scale…

Sax: quando le scarpe sono a prova di scale…

Pomonte – ritrovo incontriamoci nelle campagne orvietane
Domenica mattina è prevista la gita ad Orvieto, la navetta ci porterà dall’agriturismo fino alla funicolare, poi pozzo di San Patrizio, giro in città, visita del duomo, e della Orvieto underground, tutto rigorosamente a piedi. Io indosso i miei nuovi tronchetti Sax con plateau e tacco 10… Inutile dire che le mie compagne di viaggio mi guardano come una marziana. Sei pazza? Con i tacchi tutto il giorno? Ma non erano meglio un paio di sneakers? Stasera vi dirò com’è andata…replico fiduciosa..in effetti sono abituata a portare i tacchi, e anche se nessuno mette in dubbio la comodità di un paio di sneakers, ci sono occasioni in cui è meglio una scarpa comoda invece di una troppo sportiva. Oggi per esempio indosso un jeans strech e un giubbino di pelle…serve un po’ di slancio alla gamba per esorcizzare l’effetto “chiatta”. E’ piuttosto caldo per essere fine ottobre e siamo vestiti a strati, quindi ci vuole anche una borsa capiente che contenga maglie e giacche all’occorrenza, la maxi tracolla Sax è un coordinato perfetto e bilancia tacco e pantalone slim. Sono fiera del mio look, ma non proprio sicura che i miei piedi arriveranno sani a stasera…soprattutto quando arriviamo al pozzo di san Patrizio …scendiamo per 64 metri…non vi dico quanti scalini umidicci e in discesa…la prima dura prova per i miei tronchetti…ma nonostante la salita tagli il fiato riesco a portare in fondo l’impresa e mi concedo insieme al gruppo una bella pausa foto. Continua la visita di Orvieto, percorriamo tutta via Cavour che attraversa tutta la città fino alla basilica di Sant’Andrea , poi entriamo in via della cava per visitare il museo archeologico della ceramica, e qui ancora scale e scalette…Orvieto ha due facce, e quella underground non è meno bella di quella alla luce del sole. A proposito la visita alle grotte mi mette davanti alla seconda dura prova della giornata…ma riesco a superare senza défaillance anche le arrampicate sulle scale di tufo e pozzolana dei sotterranei che portano alle famose piccionaie. Se non fosse per le continue escursioni termiche (fa veramente caldo) che mi hanno fatto gonfiare i piedi tutto sarebbe perfetto, ma a meta pomeriggio i miei piedi chiedono il timeout. Ma mi vergogno troppo a dire che mi fanno male. Ho deciso resisterò fino alla fine, aggrappandomi al mio innato stoicismo. Varchiamo le porte del duomo e sorpresa, ci sono le prove di un concerto. Perfetto! Ne approfitterò per godermi un po’ di musica e riposarmi un po’ …in effetti mi bastano dieci minuti e mi dirigo a passo deciso verso la cappella di San Brizio.

 

Ecco, mi sento già molto meglio…la pianta del piede è già molto più riposata ed io ho ripreso la mia andatura spedita. Non c’è niente di peggio di una donna sui tacchi che cammina claudicante per colpa delle scarpe scomode, il coro degli “scemaa, scemaa..” le fanno eco al passaggio…con questa ferma convinzione mi faccio forza e vado dritta per la mia strada. Sono le 17,30 e devo percorrere ancora un chilometro sui miei tronchetti…1000 miseri metri che mi separano dalla navetta, li percorrerò con calma e passo felpato. Ma ecco che in via Duomo c’è una sosta imprevista…un personaggio molto noto da queste parti per la cultura filologica che elargisce ai turisti, ci ferma e ci intrattiene per una buona mezz’ora in chiacchiere, mentre i miei piedi implorano solo di deambulare. Ecco lo sapevo, il colpo di grazia! Ovviamente sono condannata ad un sofferto mutismo, ma agogno il momento in cui messo piede in camper mi toglierò le scarpe. E finalmente eccolo l’agognato sollievo, per tutte voi che sognate Laboutin e Jimmy Choo, mai avreste pensato che la felicità potesse avere le sembianze di un paio di Crocs.
Eppure si sa, le cose belle durano poco…giusto il tempo di un cambio d’abito per la cena…e siccome l’unica alternativa al mio fedele tronchetto sono le sneakers, mi ci fiondo dentro un’altra volta sprezzante del pericolo vesciche. Ma ( udite udite) grazie alla tomaia in morbida pelle e alla suola soffice, il pericolo vesciche è scongiurato e in men che non si dica scarpe e piedi tornano ad essere amici e mi accompagnano per tutta la serata fra giochi e balli…”Ma come fai a indossare i tacchi tutto il giorno?” mi fanno le altre appena arrivo…”boh? Il segreto è che c’è tacco e tacco …domani comunque ballerine…ovviamente sempre Sax!”

 

 
Comments