Passeggiate nei luoghi sacri….il Monte Cengio

Passeggiate nei luoghi sacri….il Monte Cengio

E’ una fresca mattina di ottobre e abbiamo un po’ di pigrizia nel lasciare il letto, ma alle ore 8 a Zugliano  gli Amici della Montagna ci aspettano e non vogliamo perdere questa passeggiata sul Monte Cengio (VI) a pochi chilometri da casa con una guida appassionata ed esperta che ci porterà in luoghi per noi conosciuti finora solo sommariamente. Parliamo del  prof. Liviero Carollo nato a Mortisa di Lugo di Vicenza, il mio paese, autore anche di pubblicazioni che riguardano le escursioni della valle dell’Astico e delle altre valli della pedemontana vicentina.

percorso della passeggiata a piedi (in verde andata e in viola ik ritorno

 

salita per la statale del Costo

 

Il cielo è sereno e percorriamo la statale del Costo SP349 che da Piovene Rocchette (VI) sale in direzione Asiago, dopo aver superato i 10 tornanti e la  località “Barricata” ci fermiamo in un parcheggio prima della località Campiello. Ci siamo presentati in tanti all’appuntamento e ora tutti insieme, grandi e piccoli, ci incamminiamo verso la nostra meta: Il monte Cengio.

 

 

 

sentiero sulla sede della ex-ferrovia

Attraversiamo la statale del Costo e ci portiamo in una stradina che era la sede del binario della ferrovia Rocchette-Asiago inaugurata il 10 febbraio 1910. Era una linea a scartamento ridotto dell’Alto Vicentino in parte a cremagliera che collegava Schio – Thiene con l’Altopiano dei sette (lunga 21 Km)
Il tracciato con cremagliera era circa di 5 Km. con pendenza massima del 12,5%. e si concludeva poco prima dell’ingresso della stazione di Campiello, proprio dove ci troviamo noi ora.  L’esercizio fu con trazione a vapore fino all’anno di chiusura, avvenuta il 31 luglio 1958. La locomotiva lungo il tragitto di sola andata da Rocchette ad Asiago consumava 4 metri cubi di acqua e bruciava 5 quintali di carbone.

 

 

Crocefisso che sovrasta il cimitero austriaco

 

Campiello era una stazione obbligata per fare rifornimento di acqua, contenuta in una cisterna sotterranea ancora visibile per evitare che ghiacciasse in inverno. Ora la sede del binario della ferrovia è diventata pista ciclopedonale ‘Strada del vecchio trenino’ – Asiago, Canove, Cesuna, Tresché-Conca, Campiello. Questo percorso turistico è adatto a tutti, anche ai principianti e ai bambini. Poco prima  della ex-stazione è stato restaurato un ex cimitero austroungarico. E’  sovrastato da una croce  fatta da schegge di granate. I corpi dei soldati ora  riposano  nel “Sacrario militare di Asiago”, più noto come “OSSARIO”;  nel sacrario riposano i resti di 54.286 caduti italiani ed austro-ungarici della guerra 1915-1918 di cui oltre 33.000 ignoti e 3 della guerra 1940-1945.

 

 

 

 

Località “Campiello”

 

Ora riattraversiamo la statale del Costo e ci incamminiamo lungo la strada che va al Monte Cengio. Si cammina per qualche chilometro sull’asfalto fino ad un bivio. Prendiamo la direzione Val di Gevano, fa freddo in questa valle ancora all’ombra e  i colori offerti variano dal bianco della brina al rosso giallo degli alberi illuminati in alto dalla luce dal sole.

 

 

 

Brina e abeti illuminati dal sole

 

Passiamo per boschi con abete rosso e faggi, non grandissimi perché periodicamente tagliati per far legna da ardere, solo in prossimità di casolari o malghe hanno resistito nel tempo e si mostrano maestosi, un sicuro riparo dalla calura estiva. Inaspettatamente alla fine di una salita si apre un panorama sull’altopiano di Asiago che ci lascia di stucco, siamo sulla sommità del monte Barco a m. 1254.

 

 

paesaggio dal monte Barco

 

Sotto di noi i paesi dell’altopiano con la valle dell’Astico il confine trentino con Luserna, il Cimone con Tonezza , tutto una meraviglia. Siamo stati accolti dagli ultimi animali al pascolo, mucche, ciuchini, capre e cavalli. Il prof. Liviero ci nomina con dovizia le varie località e i nomi dei monti circostanti. Ora giriamo attorno al monte Barco e torniamo verso la strada asfaltata che porta al M. Cengio.

 

 

parcheggio Principe del Piemonte

 

Siamo nel comune di Cogollo del Cengio, che è uno dei pochi comuni dell’altopiano a  non possedere pascoli e malghe comunali. Ne consegue che il frazionamento del terreno dato ai privati ha portato alla presenza di molti rustici e casoni privati, un tempo malghe, trasformati negli anni ‘70 -‘80 in dimore temporanee estive. Arriviamo così nel piazzale Principe del Piemonte  a m. 1286.  Da qui la strada asfaltata continua fino al piazzale dei Granatieri, i camperturisti che desiderano fare solo il percorso del museo all’aperto del M. Cengio  lungo la Granatiera possono arrivare e parcheggiare senza problemi in questo piazzale.

 

inizio del sentiero per la “Granatiera”

 

Noi  prendiamo il sentiero per la strada dei Granatieri (o granatiera) che è il più celebre e pittoresco itinierario della Val d’Astico, carico di storia quanto di panorami suggestivi;

 

 

 

 

ingresso alla “cannoniera”

è dedicato alla brigata Granatieri di Sardegna che al comando del generale Pennella difesero accanitamente il M. Cengio nella tragica giornata del 3 giugno del 1916, senza poter impedire che alla fine il monte cadesse nelle mani degli austroungarici.

La “Granatiera” è una mulattiera arroccata alla montagna in bilico sulla Val d’Astico, costruita dopo la sconfitta del 3 giugno 1916 (se ci fosse stata prima probabilmente sarebbe andata in un altro modo).

 

trincee e camminamenti

 

Dopo aver percorso il sentiero per pochi minuti  si intravvede l’ingresso di una galleria che porta a postazioni di artiglieria per 4 cannoni da montagna da 70 mm.  Subito dopo siamo in vista dell’aspra parete sud del M. Cengio e di selvaggi valloni.

 

 

 

vallata dell’Astico

 

Dalla cima e dalla mulattiera sospesa sopra alte pareti rocciose, si gode un fantastico panorama sulla sottostante Val d’Astico e sulla dirimpettaia catena dei monti Summano-Novegno-Priaforà Proseguiamo passando per trincee ristrutturate fino ad arrivare in una galleria che perfora un costone roccioso. Al suo interno un osservatorio sulla vallata di Arsiero e sul monte Summano.

 

 

appena fuori dall galleria più lunga

 

Si prosegue e si entra in una seconda galleria un po’ più in alto. E’ la più lunga ed è indispensabile una torcia elettrica, custodisce i resti di un enorme serbatoio d’acqua che veniva pompata da Cogollo superando un dislivello di 1150 m. All’esterno si ammira il pauroso vuoto sulla val Cengiotta.  All’uscita della galleria si supera un altro tratto in costa e un altro breve traforo con vista sulla chiesetta del granatiere e si arriva al bivio che porta al Piazzale dei Granatieri. (25-30 minuti dal piazzale di partenza Principe del Piemonte)

 

nei pressi del parcheggio dei Granatieri

 

Noi proseguiamo per la seconda parte del tragitto. Questa seconda parte può anche essere effettuata dai camperturisti  che possono parcheggiare sul piazzale e scendere per percorrere la parte più bella dell’escursione. Superiamo qualche galleria e imbocchiamo quella elicoidale che porta al tratto più elevato e aereo dell’itinerario, il “salto dei granatieri vero e proprio”.

 

 

punto più spettacvolare del percorso

Si racconta che nel colmo della battaglia per il M. Cengio, molti Austriaci e Italiani sarebbero precipitati nel vuoto avvinghiati assieme nella foga dei combattimenti corpo a corpo. Il paesaggio è ora spettacolare, aspre cenge e pareti verticali piombano nella valle d’Astico che si allarga ora da Arsiero a Chiuppano, appena in alto a tratti è visibile l’alta croce in ferro del M. Cengio.

 

fenditura naturale sul M. Cengio

 

Dopo un orrido canalone  si penetra tra una gigantesca fenditura di una parete per scendere infine alla lunga galleria comando che fora la vetta del monte sbucando sul versante nord  nel piazzale dedicato al generale Pennella. Da qui si sale sul piazzale sommitale del M. Cengio zona sacra proprio ai piedi della Croce. Qui ci siamo fermati per il pranzo al sacco meditando e ascoltando il silenzio, con il pensiero rivolto a quello che abbiamo letto sul pannello indicativo della ZONA SACRA: “Dei 6000 granatieri che erano giunti in zona Cengio il 22 maggio 1916, la notte sul 4 giugno riparavano sul M.Pàu circa 1300 superstiti … “. Naturalmente da quassù si gode un ottimo panorama  su Tonezza e il Cimone da una parte e sulla vallata dell’Astico con tutta la pianura vicentina dall’altra. Riprendiamo il cammino, scendendo sul piazzale del Generale Pennella da dove si gode un panorama superbo e proseguendo verso il Piazzale dei Granatieri. Appena sotto la cima si trova la Chiesa votiva dei Granatieri

 

 

 

sommità del M.Cengio

 

di Sardegna affiancata da una statua fatta con schegge di granate Nel piazzale si trova il “RIFUGIO al GRANATIERE” località M.Cengio 36010 Cogollo del Cengio VI (tel. 0445 880114 – 3899614429) in cui si possono assaggiare specialità locali e trentine. (chiuso il martedi escluso luglio e agosto). Per la strada asfaltata torniamo al piazzale Principe del Piemente, quindi per i camperturisti che avessero parcheggiato qui il camper, avrebbero terminato il giro con un dislivello di 80 m. e impiegando poco più di un’ora. Per noi e gli amici della montagna non è così e dal piazzale Principe del Piemonte prendiamo il sentiero  per la “Sengela  – Sentiero delle postazioni”.  Scendiamo per il bosco fino ad arrivare al bivio che porta a Cogollo del Cengio.

 

 

 

 

 

 

La strada del Costo

Qui proseguiamo in direzione Campiello sulla sinistra attraversando boschi, radure e una nuova strada in costruzione. Quando cominciamo a sentire il rombo delle auto e delle moto che salgono per la statale del Costo, capiamo che siamo quasi arrivati al parcheggio dove abbiamo lasciato l’auto. Sono le 15,45 e siamo partiti da qui alle 8,45. Sette ore all’aperto in compagnia, ascoltando racconti di storia del prof. Liviero e ammirando  paesaggi incantevoli della nostra zona. Ancora una volta grazie al presidente Corrado e al consiglio del GAM per la bella escursione proposta e un  grazie sincero al prof. Liviero  per le preziose descrizioni del luogo e della storia.

 

Francesca e Gastone

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