Due chiacchiere con Grazia: il camper non è sempre sinonimo di vacanze…

Due chiacchiere con Grazia: il camper non è sempre sinonimo di vacanze…

Gennaio 2010: mio marito deve sottoporsi ad un delicato intervento al cuore. Il pensiero più grande è che l’operazione riesca bene e che lui la superi nel migliore dei modi, ma alla preoccupazione per lui si aggiungono anche i problemi quotidiani, visto che sarà ricoverato lontano dalla nostra città. Al tempo avevamo solo un cagnone e 2 gatti, che però non sono un problema possono stare a casa perché un amico verrà tutte le sere per le loro necessità… ma il cane? Sono iscritta a diversi gruppi di camperisti su Facebook e penso di chiedere se qualcuno mi sa indicare se nella clinica dove andremo si può sostare con il camper e se la zona è tranquilla. Mi risponde fra gli altri Maurizio che abita in quella zona e molto gentilmente si va ad informare. Scopro così che nel parcheggio della clinica ci sono tre posti per camper con tanto di corrente e carico dell’acqua. Inutile dire che da quel momento con Maurizio e la sua famiglia siamo diventati buoni amici, ci vediamo molto spesso, lui è iscritto al mio gruppo CAMPER CAMPER e ancora CAMPER e quando può partecipa ai nostri ritrovi.

 

Arriva il fatidico giorno del ricovero e pare che partiamo per una vacanza: con noi sul camper ci sono anche il cane e un gatto e l’ormai inseparabile computer. Dal momento che il ricovero avverrà al mattino presto arriviamo già alla sera precedente. Siamo a Cotignola (RA) a Villa Maria, una bella clinica con un grande parco e accanto un altrettanto grande parcheggio dove ci sistemiamo. Il primo commento di Massimo guardando dal finestrino è: se non fosse per quel che mi aspetta, direi che è un gran bel campeggio. Fortunatamente supera l’intervento ancora meglio del previsto e io ho potuto stargli sempre vicina grazie alla nostra casa viaggiante, dove mi sono rifugiata con i miei animali quando gli orari della clinica non mi permettevano di stare con lui e alla sera chattavo con gli amici di Facebook che mi hanno fatto tanta compagnia. Non mi è mancato il sostegno degli amici fra cui Maurizio e Chiara che una sera mi hanno portato con loro e le figlie a mangiare la pizza o di Luigi che mi ha portato e cambiato la bombola come di tutti quelli che sono solo venuti a trovarci. È stata la prima e unica volta che ho vissuto sola in camper e non nascondo che alla sera mi prendeva la malinconia, alleviata però dall’avere i miei animali vicino che non mi facevano sentire sola, la possibilità di avere il mio PC con cui trascorrere le serate e poi il sapere che ero molto vicina a Massimo e che per qualunque necessità in due minuti sarei stata da lui. Finora su DeR&d ho sempre parlato di cose allegre: dei ritrovi dei miei gruppi, dei nostri viaggi …  ma mi sembra giusto far conoscere anche questo aspetto della vita in camper, non meno importante in situazioni come quella che ho vissuto. Ringrazio la clinica, che mettendo a disposizione dei familiari questo servizio, dimostra una grande attenzione alle esigenze dei ricoverati e dei loro parenti, e anche FACEBOOK che mi ha permesso di creare una rete di amici con cui scambiare informazioni di ogni tipo…e forse sarà per questo che da allora ho aperto ben sei gruppi tutti molto attivi, nei quali c’è un bel clima di scambio e condivisione!

Se anche voi avete avuto un’esperienza simile e il camper è stato un’ancora di salvezza in un momento difficile della vostra vita, condividete su queste pagine la vostra storia, mi farà molto piacere. Inoltre se qualcuno ha bisogno di una mano come l’ho avuta io non esisti a chiedere, la rete della solidarietà fra camperturisti è molto potente…credeteci!

 
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