A spasso sulle Dolomiti tra Veneto e Trentino

A spasso sulle Dolomiti tra Veneto e Trentino

Mercoledi 17 agosto 2011

Partiamo di buon’ora con il nostro camper verso la montagna. Fa caldo e cerchiamo  il fresco, incoraggiati anche dalle previsioni meteo. Non ci allontaniamo tanto da casa abbiamo solo tre giorni.
Alleghe a 1000 m. di altezza fa al caso nostro e soli 100 km ci separano da casa. Parcheggiamo nell’area di sosta appena fuori dal centro dove inizia il lago. Di notte la sosta è gratuita mentre di giorno per 24 ore costa 4 euro. Il monte Civetta è il simbolo di Alleghe e oggi andiamo a scoprire questa montagna ancora a noi sconosciuta. Dal centro di Alleghe parte una cabinovia, seguita da da una seggiovia a due posti ed un’altra a 4 posti per arrivare attraverso boschi e pascoli fino al Col dei Baldi.

parcheggio punto sosta camper a Alleghe (BL)

Al termine del primo troncone la cabinovia si ferma alla Baita  Scoiattolo dove si arriva anche in auto, a m. 1452. Il secondo tratto con seggiovia a 2 posti ci porta a Pra della Costa e successivamente con una seggiovia a 4 posti arriviamo al Col dei Baldi a quota 1922. (tutti e tre i tratti al costo di 11 euro a persona andata e ritorno).


Visualizzazione ingrandita della mappa
Arrivati quassù, proseguiamo a piedi per una stradina bianca attraverso prati incorniciati dalle catene dolomitiche, davanti a noi spicca il M. Pelmo e a fianco il M. Civetta.

[nggallery id=127]

Stradina che porta alla forcella Alleghe

Si continua in  discesa  fino alla forcella di Alleghe a quota 1802, qui una stradina scende verso Alleghe  arrivando  alla Baita  Scoiattolo, un’altra scende verso il Pecol sulla Val Zoldana e noi proseguiamo per un sentiero che sale verso la forcella Coldai proprio di fronte al Civetta fino a 2192m.. Arrivati alla forcella proseguiamo fino al rifugio A.Sonino al Coldai. Da qui un breve sentiero ci porta ad ammirare il lago di Coldai tra fiori e ghiaioni sempre sotto la parete del M. Civetta.  Naturalmente questo è il posto migliore per fare la pausa pranzo, sono le 13 e il nostro panino ci aspetta. Ci riposiamo un po’ e facciamo il giro del lago fino al punto in cui si vede Alleghe e il suo lago.

lado di Coldai

Alle 14 iniziamo il ritorno, tra bei panorami, fino al primo tratto di seggiovia che parte dal Col dei Baldi  assieme a molta gente e molti bambini. Le cime sui 3000 m. si sono incappucciate di nuvole, solo al mattino sono libere, ma qui in basso è stata una giornata calda con sole splendente. Ben presto le seggiovie e la cabinovia ci porta ad Alleghe al unto di partenza, la vista del lago è sempre bella, c’è molto passeggio e in acqua molti pedalano sui “pedalò”.

lago di Alleghe

Arriviamo al nostro camper, siamo un po’ stanchi, ci togliamo gli scarponi, ci rilassiamo e  pensiamo alla cena,  c’è un bel fresco e si sta bene. Dopo cena la passeggiata sul lungo lago per raggiungere il centro è piacevole, buono lo strudel e la birra Alleghe fatta con la buona acqua che scende dal monte Civetta. servita in una birreria con specialità alla griglia proprio di fronte al palaghiaccio, dove molti ragazzi entrano con i loro pattini. Si è fatto buio e torniamo nel parcheggio  dove i camperisti presenti stanno facendo filò…. evviva le chiacchiere !!!

Giovedi 18 agosto 2011

 

La diga sul lago Fedaia che ci porta al parcheggio

Notte tranquilla e al mattino  la giornata si presenta splendida. Il parcheggio si sta svuotando e anche noi partiamo verso il Lago Fedaia che dista pochi chilometri. Dopo Malga Ciapela (punto di partenza della funivia che sale in tre tronconi sulla Marmolada) inizia la salita al Lago Fedaia, ambita e temuta meta dei ciclisti (anche il giro d’Italia quest’anno è passato di qua). La vista del bacino artificiale è sempre bella, passiamo sulla diga e saliamo sul terrazzo panoramico dove altri camper sono in sosta. Siamo a 2136 m. il cielo è sereno e  così decidiamo di prendere l’unica bidonvia ancora esistente sulle dolomiti e saliamo al rifugio Pian dei Fiacconi a 2635 m. tra panorami mozzafiato sulla Marmolada e le cime circostanti. Man mano che ci alziamo si scoprono i gruppi dolomitici, Si nota bene il gruppo del Sella con la stazione di arrivo della funivia che sale dal Passo Pordoi, il Sassolungo, l’arrivo della funivia di Porta Vescovo che sale da Arabba e le vallate con in basso il lago e il parcheggio pieno di auto e camper. Sulla destra del lago i monti attorno al passo Giau, l’Averau e il Falzarego.

[nggallery id=125]

Francesca con la Marmolada sullo sfondo

Molti anziché prendere la bidonvia  salgono a piedi, noi siamo contenti della nostra scelta per poter camminare più freschi in quota. Proseguiamo a piedi verso il rifugio Capanna del ghiaccio a 2700 m. e poi ancora più su verso il ghiacciaio che sembra vicino, ma ci vuole un po’ per raggiungere il limite della neve da dove partono i rivoli di acqua che riempiono il lago. Molti i turisti  muniti di ramponi a sfidare il ghiacciaio. Panorami mozzafiato in ogni direzione e viviamo emozioni grandi che non riusciamo ad esprimere a parole e neppure con le foto che purtroppo non ritrasmettono le stesse emozioni. Vediamo il rifugio Serauta a 2956 da dove parte il terzo troncone della funivia di Malga Ciapela che arriva sul ghiacciaio della Marmolada a Punta Rocca a 3265 m. Le cime sui 3000 m. che vediamo intorno giocano a nascondino con le nuvole. Dopo la pausa panino al limite del ghiacciaio  e il dolce al Rifugio, scendiamo a malincuore  al lago e raggiungiamo il camper.

Vista sul Sassolungo, Sella e vallata dalla Marmolada

Ci resta ancora una cosa doverosa da fare in questo luogo magico per le bellezze naturali ma teatro anche di grandi atrocità nella grande guerra: la visita del museo della grande guerra, dedicato a tutti coloro che tra queste montagne immolarono le loro giovani vite per la difesa della patria, dall’una e dall’altra parte senza distinzione alcuna, e ai sopravissuti che ormai si sono riuniti ai loro compagni.  Il museo  si trova vicino alla partenza della bidonvia e contiene libri storici, reperti bellici e oggetti vari in uso in quel tempo e  trovati qui e raccolti con passione dalla famiglia che li mette a disposizione dei turisti (entrata 4 euro). In questi monti in tempi ormai lontani si consumò una tragedia di proporzioni inimmaginabili. La visione di foto, oggetti, armi, indumenti e del video, fanno tornare al passato, si rivivono le atrocità della guerra, e si prova compassione per i poveri alpini che hanno vissuto qui fuori alle intemperie del tempo Ai nostri occhi di uomini d’oggi e in questi cimeli c’è scritta la storia di allora, quella vera, tutto il resto al confronto sono solo chiacchiere. Un ricordo anche di mio nonno che era un “bocia del 99”, uno dei tanti ragazzi giovanissimi chiamati al fronte. “L’inno degli alpini” e il “silenzio” in sottofondo musicale, durante la visita del museo, ci fanno venire la pelle d’oca.

il lago Fedaia visto dal parcheggio

Siamo al tramonto e il sole illumina i monti e il lago. Regna la pace in questo posto, molti camperisti sono partiti alla ricerca di altre emozioni, ceniamo con vista Marmolada e all’arrivo dell’imbrunire, quando le vette dolomitiche si colorano di rosa, partiamo verso la prossima meta di domani, la passeggiata sul passo Rolle. Scendiamo a Canazei , Moena e ci fermiamo a Predazzo per la notte presso l’area di sosta della funivia Latemar (sosta con scarico e acqua al costo di 7 euro per 24 ore).

Venerdi 19 agosto 2011

Il parcheggio area sosta campe a Predazzo (TN)

Anche questa notte siamo stati in bella compagnia. Decine i camper in sosta, tranquilli e al fresco lungo il corso dell’Avisio che con il suo rumore dell’acqua ha conciliato un buon sonno. Al mattino dopo la colazione ripartiamo per il passo Rolle, passiamo Bellamonte dove c’è anche un campeggio,  quindi la riserva naturale del parco di Paneveggio, con il museo e il parco degli animali. A Paneveggio, oltrepassiamo una bella foresta di abete rosso, famoso in tutto il mondo per il legno di questi alberi utilizzato per la costruzione dei violini.   Fuori dal bosco ci troviamo nei prati e in poco tempo siamo al Passo Rolle. Parcheggiamo nel grande piazzale ancora semi vuoto accanto a molti camper che hanno passato qui la notte. La giornata è splendida e le Pale di S. Martino bucano il cielo. La nostra meta di oggi è il “trekking del Cristo Pensante “. Con il bus navetta che parte dal parcheggio ogni trenta minuti al costo di 3,50 euro a persona, saliamo fino alla Baita Segantini a 2200m. che si trova in posizione magica.

[nggallery id=126]

sentiero dalla Baita Segantina verso il monte Castellazzo dove c'è il "Cristo Pensante"

Si può salire anche a piedi attraverso scorciatoie che tagliano la strada fatta dal bus, ma con la giornata calda preferiamo essere freschi per camminare in quota. partiamo dalla baita vera la cima del monte Castellazzo che un po’ ci spaventa, ma poi ci riserva delle piacevoli sorprese.  Per trenta minuti si cammina in un sentiero pianeggiante sui prati, osservati dalle marmotte  che prendono il sole. La seconda parte si sale a tornanti per altri 30 minuti tramite un ripido e agile sentiero che ci porta in alto alla croce e alla statua del cristo pensante.

Cima Castellazzo a due passi dal "Cristo Pensante"

E’ un percorso nato per mediare e riflettere, ma la tantissima gente presente rovina l’atmosfera. Alla base della statua una bella scritta: trova il tempo per pensare, trova il tempo per pregare, trova il tempo per sorridere.

La statua del "Cristo pensante"

Questa statua è stata voluta da un camminatore del posto che ama questo luogo . Da lassù ognuno si sente piccolo e vede tanto grande il mondo. Ammiriamo da quassù i boschi le vallate sottostanti circondati dalle belle cime dolomitiche. Torniamo a piedi al parcheggio, arrivando direttamente alla Capanna Cervino senza ripassare per Baita Segantini;  il caldo si fa sentire, ma purtroppo dobbiamo rientrare a casa, gli impegni ci chiamano.

Lasciamo i 2500 m del passo Rolle per arrivare ai 300 di casa nostra con un caldo torrido.

Gastone e Francesca

 
Comments